
Supreme Dicks - the emotional plague (1996)
Non so chi ha detto che la musica si ferma agli anni 80..ma si sbagliava di grosso e questo disco ne è la prova. Uno stile sottile ma maniacalmente definito anche nei contorni.. soprattutto nei contorni anzi.. gli arpeggi sono il fulcro della loro musica che sta in piedi in modo ben saldo e non presenta davvero alcun limite.. a volte non c'è nemmeno un tempo di batteria.. solo sfere che levitano in una stanza. sembra di sognare o almeno di assistere alla ricostituzione atomica dei velvet underground.. è un disco bellissimo che incarna completamente la visione moderna del suonare la chitarra.
il mio voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Nick Cave & The Bad Seeds - DIG!!! LAZARUS DIG!!! (2008)
Einstürzende Neubauten | Alles Wieder Offen (2007)MARLENE KUNTZ - TEATRO CIAK - Milano lunedì 10 marzo 2008
IO suppongo sia molto più probabile rivedere in un live show (televisivo o in carne sangue e ossa) quelle belle scarpe bianco\italiane piuttosto che la copia, che sappiamo suonata davvero bene, di una diavoletto mentre viene costretta sul cabinet di una testata a valvole. Questo è primissimo sentore di ciò che appare quando, intorno alle 9 di sera, si dissolve la nebbia nella sala del teatro quasi risucchiata dall'ansia della gente accorsa numerosa e dall'animarsi sincrono delle tende che velavano la scena; si fa strada nell'inquadratura una sagoma che è quella perfettamente smilza di Cristiano Godano. La novità credo sia rappresentata dall'assenza di esagitazione...La sorpresa sta nel profilarsi di una chitarra acustica stretta come un figlio fra le braccia e lo snodarsi serpentesco delle due figure intorno ad uno sgabello; neppure il più microsoundcheck da palco disturba le pose dei musicisti che poco a poco mi \ ci vengono presentati da una voce che introce già da qualche minuto un tratto de la vera vita di sebastian knight: gli altri sono
Luca Saporidi contra\basso\elettrico/cori
Riccardo Tesio chitarre elettriche
Luca Bergia batteria\cori
David Arneodo piano\violino/cori
E' stato d'animo questo rinsaldare di accordi acustici il ritmo e l'ipnosi di UNO dei più bei pezzi di UNO il loro nuovo album, che a me, in definitiva, non è piaciuto. Ciclicamente si ha la sensazione di restare invischiati in storie ancora morbose come ai tempi del bellissimo Ho ucciso paranoia, ma via via che scorrono musa, fantasmi, 111, canzone ecologica, negli abissi fra i palpiti, ... , uno si ode netto lo stridere con(tro) le vecchie (s)composizioni delle nuove. E così che finiscono col violentare pezzi come ineluttabile, l'esangue deborah, noutando nell'aria che, neanche troppo tempo fa, fecero e fanno palpitare. Molto più tollerabili al nuovo i pezzi degli utlimi 7 (sette) [seven] album: estratti da Che cosa vedi, Serrande alzate stupendamente eseguita pensando al figlioletto di Cristiano, La canzone che scrivo per te, tutta in italiano passando per Notte, e un'intima Schiele, lei, me da Senza peso, continuando ad inoltrarsi sempre in questa troposfera di narrativa romantica d'autore in Amen e Bellezza da Bianco Sporco approdando poi nelle più recenti ideazioni delle cover di una vorticosa Impressioni di settembre della PFM e della preziosa Siberia dei Diaframma. Cristiano, Riccardo e Luca sanno bene che i loro ultimi quindici anni di vita hanno prodotto una parabola unica nella storia del rock in questo paese e, nel frattempo, certi di aver fatto davvero piacere alle centinaia di persone presenti al Ciak - fabbrica del vapore di Milano, salutano calorosamente la gente che li applaude in piedi dopo la terza uscita dei 5 musicisti e più di due ore di gustoso concerto.
Palermo, teatro metropolitan 11 / 03 / 08 Reduce!

Line Up: Giovanni Lindo Ferretti, Lorenzo Esposito Fornasari, Raffaele Pinelli, Ezio Bonicelli
Reduce, ma di sicuro non fiacco, Giovanni Lindo Ferretti era proprio come me lo aspettavo.. forse meglio. Una persona estremamente capace di spremere il cuore fino a farne uscire le parole. E' la prima volta in assoluto che lo vedo dal vivo. La sua dialettica oggi come anche nel passato, testimoniato da dischi svariatissimi, è impareggiabile nel far provare emozioni e brividi di autentica imprevedibilità. La voce secca e sincera, gli stivali, il punk, la verve minimale di un genio. Il contesto è molto intimo: organetto e violino performano canzoni come il mondo, cupe vampe, and the radio plays, amandoti etc etc. Un tuffo nei miei ascolti primordiali.. i toni comunque abbastanza tranquilli (dato che la batteria, il basso e le tastiere erano solo mimate) creano un che di particolare, un valore aggiunto. Certo, danno da pensare a quanto sarebbe stato bello vedere un concerto dei CSI (in un contesto decisamente più rock) ma non posso dire che siano deludenti. Giochi di loop machine qua e là permettono di distinguere molte più parti di quelle che i musicisti possono contemporaneamente suonare e sale un mix di feedback che fa immaginare la presenza di un fretless e di una batteria in lo-fi su cui poter stendere le voci, i cori, il violino e l'organetto . Lorenzo Esposito Fornasari affianca Ferretti cantando a mò di Demetrio Stratos.. Forse uno dei modi più folli e affascinanti di concepire la voce umana se considerato insieme alla poesia di Ferretti.
Per i fedeli lo spettacolo è ok.
Concedetemi una sola parola per questo disco...
STUPENDO, lo giuro...
Un disco di Nico è come sempre un muro bianco e titanico alto migliaia di metri. "Ari's song", non ho mai sentito una voce femminile così ispirata ed ispira-nte. The marble index è permeato di atmosfere labirintiche in cui i cantati geometrici si disperono riverberati senza soluzione di continuità. Voce come strumento. Mi piacerebbe fosse così anche oggi, ma nessuno riesce così come Nico. No.. lei è come se liberasse le sue parole dall'alto con un fatalismo che sembra riflettere una profonda attenzione verso la cultura orientale. In "Evening of light" si può ascoltare una riuscitissima progressione da un suono ben definito alla sporcizia totale che lo sovrasta e distrugge il violino sulla coda.. progressione che sotto certe prospettive riguarda tutti noi. Quando iniziamo un quaderno siamo sempre attenti alla scrittura.. chi è così attento in seguito? "Facing the wind" parte già assolutamente ubriaca.. con un suono molto ambulance.. frammenti di melodia tenuta su praticamente solo da voce e piano, tutto il resto è dissonanza... in questo pezzo chi vorrà potrà cercare di ascoltare solo la parte dissonante o solo quella melodica... ma premetto che è molto difficile. "Frozen warnings" come il cielo che si riapre dopo la pioggia torrenziale.. è molto freak... un pezzo da ascoltare all'aria aperta tra gli scoiattoli e le spighe di grano; gloria passo dopo passo verso l'orizzonte. così sentenzia Piero:
"Pochi complessi hanno marchiato a fuoco la storia della musica rock come i Butthole Surfers."

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Il rumore più lacerante..
Buon ascolto gente. Provateci anche a casa se volete.
GRINDERMAN - 2007miavagadilania - sei nata EP
E' il caso di un disco intenso suonato con una forte ottica all'arrangiamento che dà vita a canzoni via via più intimiste e riflessive. Meglio ancora, Esistenziali. L' unicità del disco è, per l'appunto, piacevole conseguenza della maturità delle composizioni. Quest'ultime sono attentamente ordinate ma fortunatamente lontane dallo scimmiottamento di uno stereotipo; progettate ed eseguite con classe. Un altro punto forte è l'approccio minimale ed elegante con cui le note si susseguono e si dispongono nel tutto. Si inizia con un interessante intro strumentale dai suoni cristallini e bagnati di ritardo che si evolve in inviolati campi sonici. E' poi la volta di sei nata: una ballad dal tessuto pregiato, farcita di sentimenti provati e non più esternati. Sembra infatti una confessione alla finestra, tanto spirituale quanto malinconica, che batte su un ostacolo e cerca in modo forsennato di smaterializzarsi per superarlo. Il suono è fortemente caratterizzato dall'unione amorevole e straordinaria delle parti di chitarra, perfettamente coerente con l'atmosfera creata dal lucido confidarsi di Claudio. Larva è uno dei pezzi più melodici e di immediata presa, particolarmente apprezzabile per il testo da interpretare nel modo più largo possibile come il nostro duplicare le percezioni e decidere se direzionare l'animo verso atteggiamenti di buona o cattiva strada. Un grande arrangiamento è quello de l'aria più brillante in cui un urlo al megafono richiama ancora una volta l'importanza delle scelte e la voglia di fare ciò che l'istinto suggerisce. Il ritornello è un sognante vibrare di falsetto e accordi arpeggiati, ironicamente esortativo, che termina sospeso. Poi tuona una bellissima parte accesa che recita delle liriche geniali, apoteosi del pezzo: <<.... presto lasciami libera via il mio nero senso tattile che avvampava il dolore di non essere suicida; interdetta l'anima che ha troppe sacche di viltà o amore....>>. I miei occhi in fumo è un energico pezzo con sonorità affiancabili per certi versi ai grandi marlene, melodicamente incanalato verso una piazza scura nella quale si staziona per pochi secondi, riaprendo dapprima con un crescendo, poi con il principio. Il viaggio tra i suoni dei miavagadilania termina con precipite, un brano meravigliosamente decandente che si srotola fiero con intrecci sinistri e un finale d'ambientazione ampia, cascata di colori porpora. Il lavoro nel suo complesso si lascia apprezzare in vari modi: ci si rispecchia tanto nelle storie quanto nella musica; questo è un dettaglio molto importante che molti gruppi perdono di vista sebbene sia considerato da molti un ottimo traguardo. Con questo concludo e vi auguro un buon ascolto. Claudio Masaracchia
il mio voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
torino 5/7/7 spazio 211
da sinistra a destra...sonic youth, claudio collica, claudio papa, alessandro anzelmo, claudio masaraccchia
(un abbraccio ad elena)
la ballata di stroszek - Werner Herzog (1977)
un mio amico barbuto mi ha convinto a vederlo. Gli è bastato aggiungere che appena dopo aver visto questo film alla tv (e appena dopo aver ascoltato Iggy Pop),
Ian Curtis si impiccò...uao.
A volte la semplicità si fà irresistibile o meglio, violenta.Comunque Bruno Stroszek è un faccione indimenticabile come il senso di lascivo imbarazzo che piomba addosso sui titoli di coda.
Di li a qualche ora è solo un lento e disturbato riverbero.Una volta messo a fuoco diviene ponderazione.
Bitch Magnet - Umber (1989)
raggiante, rampante, alcaloide. Dieci elementi della stessa specie, dieci litanie che propulsano raffiche viscose inalveate verso il riflesso su un'iride: al rovescio sulla superficie plana l'iconografia di tutto l'hardcore americano reso all'estremo della glorificazione. Dopo Umber verrà Ben Hur (1990) e poi ancora Bitch Magnet esploderà in Seam, Gastr Del Sol e Bastro.
Buon ascolto
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Dadamah - This is not a dream (1992)
Un'entità allo stato liquido..così mi sembra lecito definire questo ibrido sonoro. I dadamah hanno racchiuso in esso, con estrema attenzione, spunti macabri e fortemente esistenziali tipici del new/wave, e richiami alle ambientazioni larghe, elettroniche. Due voci si rincorrono per l'intera durata del disco: parla lo zombie ed echeggia in lontananza il responso della donna, a volte in reverse. Ho molto apprezzato la chitarra che mi ricorda tanto la mancanza di regole assolute dei velvet underground.. (d'altro canto.. chi non li ricorda..) in molti pezzi c'è su un chorus stonato perfettamente in sintonia col dare i numeri degli altri strumenti. I momenti solitari della donna sono spesso magici e sovrappongono alla base strumentale un telo etnico: accompagnano l'invocazione di spiriti, che appaiono al ritmo dei bassi pulsanti, paranoici..
Si ritrovano svegli dopo migliaia di anni e ballano scatenati per non deludere la seppur ristretta folla di comuni mortali.. che strillano più di Diamanda Galas, che strillano come mai hanno strillato. Orrida è l'atmosfera che sembra prevalere ma con una grande classe ed un'innata capacità di produrre RUMORE. semplicemente stupendi.
Il mio voto 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
vorrei conoscere di persona il chip del calcolatore che sta dietro a tanta semplicità, umiltà, riservatezza, pudore, decoro, compostezza, MISURA, sobrietà,...modestia.
Dal fondo - petrol , 2007

il petrolio inquina...

potete prenotare l'album autografato
scrivendo a...royal-pizza
Velluto blu (1986) .. "vaffanculo-dai-va-là!"
Eppure non si stava male là sopra, tanto che hanno dovuto tirarci giù con le buone. Tanto che, ad Arezzo, Firenze o dove sia, ci sarebbe andato qualche altro era già quasi scontato.
Tra malanni e lune piene e cadaveri ed erbacce.
Sono già nel mondo dei sogni..
Per l'esattezza mi trovo ad una di quelle feste americane, nel giardino di una grande abitazione colma di tegole, punch, palloncini, invitati e tacchino anch'esso. Noi ospiti dell'evento odierno siamo tutti dritti in piedi, sognanti, con lo sguardo rivolto al palco in cui i Fugazi stanno suonando Life and Limb. Ogni singolo spillo d'erba in quel giardino dondola a tempo e batte le mani. Il sole, sorridendo con intriganti occhiali scuri ci punta il suo pollicione. E' lì che vorrei trovarmi;
con i pantaloni a sigaretta e i capelli strani ad urlare osservando il palco vibrare di decibel sani.. una scarica sonora assordante ma che non scorderei per il resto dei miei giorni. I potenti feedback sono liberi di sovrapporsi e amoreggiare nel vivaio, tra gli invitati che non si trovano vicino al palco..
che ubriachi fradici guardano il sole stupiti della sua dimensione contenuta..
Questa è l' America ----------> http://www.youtube.com/watch?v=lsyxr_-prp8
Jolene - The White Stripes
Jolene jolene jolene jolene
I'm begging of you, please don't take my man
jolene jolene jolene jolene
please don't take him even though you can
your beauty is beyond compare
with flaming locks of auburn hair
with ivory skin
and eyes of emerald green
your smile is like a breath of spring
your voice is soft like summer rain
I cannot compete with you jolene
and he talks about you in his sleep
and there is nothing I can do to keep
from crying when he calls your name, jolene
jolene jolene jolene jolene
I'm begging of you please don't take my man
jolene jolene jolene jolene
please don't take him even though you can
well I can easily understand
how you can easily take my man
but you don't know what he means to me jolene
well you could have your choice of men
but I could never love again
he's the only one for me jolene
and I had to had to have this talk with you
my happiness depends on you
and whatever you decide to do jolene
jolene jolene jolene jolene
I'm begging of you please don't take my man
jolene jolene jolene jolene
please don't take him even though you can


madre della terra che goduria...