scrive vietnamblues alle ore 16:32
giovedì, 31 agosto 2006

su consiglio ho cercato e lasciato suonare questo disco:

Ulan Bator - Vègètale  (1997)

La band è francese.Non ho ben chiara la loro storia ma pare abbiano avuto a che fare con CPI (nel 1998) e con M. Gira, ex Swans, in occasione del loro secondo album Ego Echo (2000).

Antepongo a qualunque considerazione la piacevole sorpresa che il disco provoca, nel complesso, a me. La prima a suonare si intitola Lumière Blanche: l'infezione che scarnifica l'emissioni occluse della voce di Amaury Cambuzat (voci, chitarre) si producono in un riverbero che attanaglia l'evento in corso (che durerà ben 8'.12'') fino a sopprimerlo. Poi viene Cephalopode , uno strumentale di 5'.44'' d'alta scuola. Se si riesce a separarne gli elementi si possono isolare tecnicismi già sperimentati in passato (Built to Spill, Noir Desire, Slint, Blonde Redhead) ma riproposti in quel primordiale bagliore che aveva fatto la fortuna di molti. Pekisch Organ ha sprazzi di no (and new)-wawe e non che questo sia in stridente contraddizione col resto dell'album anzi ne completa lo spirito. Davvero interessante è Fèvre Hectique che cattura il piacere negli istanti iniziali per poi rilasciarlo in micropulsazioni. Hart fa praticamente il contrario: vibrazioni a cadenza incorporea creano una danza assorta che è assieme contemplativa e meditativa del nulla intorno, immobile e quieto. Seguono FuiteEnbarquement: performano melodie cadenzate e imponenti. Soprattutto l'ultima.

voto:    1  2  3  4  5  6  7  8  9  10


categoria : recensioni, alessandro
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scrive jeffreylpierce alle ore 19:07
domenica, 27 agosto 2006


categoria : on the road, claudio
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scrive Sludgefeast alle ore 17:23
domenica, 27 agosto 2006

Lieve

Luna Viola

Aurora

Junkie

Mondo Di Tasse

Musicista Contabile

La scaletta fortunata...


categoria : visioni, ran , claudio giacomo
commenti

scrive Sludgefeast alle ore 10:59
domenica, 27 agosto 2006

Ran!  26/08/06   Paceco Rock Live

Emozione ma non come paura.. un sorriso piuttosto. Ieri i nostri suoni sono usciti allo scoperto; il puzzo della sala prove ormai sembrava comprimerci. Ogni tanto un live bisogna pur farlo. L'esito è stato un "tutto bene", chi più chi meno, a causa dei triti e ritriti problemi di regia sonora sul palco. ( meglio noti come st'intrighintrighi ) tutto bene naturalmente eccetto la presentazione del gruppo fatta da quei due per darci il tempo di sistemarci sul palco.. davvero drammatico questo momento; fortuna che il pubblico era modesto viceversa avremmo potuto prendere in mano le nostre facce ed in seguito gettarle al suolo. pensateci.. come vi sentireste se qualcuno che non vi conosce per nulla parlasse di voi su un palco di fronte ad un pubblico con le orecchie tese? (Dicendo molte scemenze peraltro) va beh.. superato anche questo. Ahimè, trambusto per nulla amici, abbiamo fatto solo delle cover. I nostri pezzi sono inesorabilmente in lavorazione..speriamo che almeno il prolungato ritardo nella loro uscita sia compensato da un buon risultato finale, originale e travolgente.

Un saluto ai giusti.


categoria : on the road, ran , claudio giacomo
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scrive jeffreylpierce alle ore 04:38
martedì, 22 agosto 2006

Guardando i video scovati via internet, osservo quanto "questi quattro" possano avere imponenti i genitali!!!

Ascolto i loro primi tre album, 13 songs - Repeater + 3 songs - Steady diet of nothing, in ordine di apparizione, travolto in esplosioni implosioni da cariche elettriche in  eccesso, sorpreso esterefatto da quanto non li conosca per poterne parlare in maniera dettagliata e da quanto mi piacerebbe farlo, glielo si deve, un pò.

        

                   

 F U G A Z I               


categoria : ascolti, claudio
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scrive Sludgefeast alle ore 19:03
domenica, 13 agosto 2006

CASTELBUONO (PA)     12/08/06

L'esplosione di blues più mastodontica, raffinata e duratura.. Mr. John Spencer con la sua ciurma ha allietato le mie povere orecchie traumatizzate sui 4000 Hz. Un concerto emozionante dove nulla è stato lasciato al caso: le dinamiche avevano qualcosa di magico.. la loro coordinazione era sconcertante.. ma che grandi bluesmen! allo stesso modo era incantevole il luogo in cui si è tenuta la manifestazione.

E' stato più o meno così: ci trovavamo alle radici del castello, ran-nicchiati su alcune pietre quando salgono sul palco due figure magre e sghembe.. qualche parola. qualche plettrata. partono.. da quell'istante per i nostri animi stanchi la più gradita simbiosi di eleganza sbilenca e impertinenza.. Due piacevolissime ore senza parole passate a sbirciare tutte le loro mosse e lo strano uomo lontano dal palco che toccava davvero di tutto..mixer, luci, astronavi..  TUTTO

(mah  ) 


categoria : visioni, on the road, claudio giacomo
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scrive jeffreylpierce alle ore 16:59
sabato, 12 agosto 2006

Tre fantasmi, lo erano sicuramente.
Un quarto mi corre davanti, io corro più velocemente di lui,
da vederlo scomparire dalla scia davanti a me.
Mi percuote e mi rimanda ad un libro per il quale nutro
spassionata curiosità nell'affrontare.
Eravamo io e la mia nuova ragazza, una peugeot anni '90,
stessa tinta scura del mio strumento.
Tutto d'un tratto, sul lento scorrere della strada
che mi riporta a casa.
Vivo da nomade, in un certo senso, almeno per ora.
Ci sono oggetti che porto dovunque vada, costituiscono la mia casa,
il nido, in un piccolo paesaggio capeggiato da aceri levigati,
fili, fusioni ordinate di nylon o leghe metalliche.
Ascolto un disco degli Ulan Bator di cui si parla un gran bene
nei sobborghi nomadi che incrocio ogni tanto sulla mia via. Polaire.
Mi piacciono parecchio, a primo acchitto.
Un mio amico, lo chiamiamo 'Jeorge', si confida spesso, quando lo vedo,
circa le sue esperienze sessuali. Cerca di svelarmi dei segreti,
ama il sesso, sembra sia la sola cosa che gli importi, parla di numeri.
Parla di numeri. Deve esser bravo. Un bravo ragazzo, dopotutto.
Non mi piace moltissimo leggere, molto va già meglio.
Mi piace ascoltare musica.
Quasi non sapere come, possiedo, mi è stato donato, un i-Pod,
lo porto in giro, mi preoccupo per lui, più del telefonino, sia maledetto.
Anche a lui piace la mia musica, credo.
Anche a lui piacciono gli Ulan Bator, stasera.
Underground, Tom Waits.
Rivolto a nord, nord-est, all'incirca, perpendicolarmente al letto,
su di esso, la lampadina da 100 Watt confinata in una struttura di ceramica,
bucata con forme di fiori, quel tanto che basta a non dover soffrire
la massima emissione dei suoi raggi.
Penso a scrivere, cosa.


categoria : parole, ascolti, claudio
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scrive Sludgefeast alle ore 16:28
giovedì, 10 agosto 2006

Hai preso la tua decisione.. ora vediamo se riesci ad imporla.


categoria : visioni, cinèma, claudio giacomo
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scrive jeffreylpierce alle ore 14:47
giovedì, 10 agosto 2006

NEU! (1972)

Sperimentalismo puro...quanta grazia!

SI entra in una stanza azzurra, di macchioline di stucco gettate qua e la, sprizzi di fantasia legati al genio del loro EGO. Ritmo incalzante. La finestra alla mia sinistra comincia ad appannarsi, come fosse vetro da doccia calda in pieno inverno. Due sagome si fanno strada nella foschia. Si sfregano. Si avvinghiano. Sembrano amarsi, da qui. Li sento sguazzare nel loro amore, circondati da molecole liquide che non oppongono resistenza al moto dei loro corpi. Ridono. Il silenzio tra le loro bocche prende non troppo presto il sopravvento, lasciando spazio a sguardi e andature sensuali. Martelli pneumatici mi distraggono, cerco di calarmi, mi rialzo stordito. Stavo sognando, senza ombra di dubbio. La finestra è tornata limpida, posso affacciarmi e vedere da essa. Una certa brezza, di quelle autunnali, muove gli alberi nel paesaggio intorno, capelli che scuotono da destra a sinistra in movimento smorzato, poi forzato. Sembra finita da questa finestra un'estate mai incominciata, fatta di sedie e lampade e libri e penne e calcolatrici. Tutto ciò mi provoca un senso di disgusto, come lo provoca ultimamente sapere di fumare troppe sigarette, di aver lasciato troppi spazi vuoti, di aver spiato la mia piccola, rendendola insicura ed in un certo qual modo insolente negli sguardi.

L'ultima traccia del disco lascia sospirare una voce, melodica, drammatica, mi lascia intendere che forse certe conclusioni vanno ricercate nel più profondo e intimo spazio dell'animo. L'uomo è il più insicuro degli animali, il più frenetico, il più idiota, il più accondiscendete. Lascio uno spiraglio da quella finestra, sperando che qualche goccia bagni le mie mani.


categoria : parole, visioni, claudio
commenti (6)

scrive vietnamblues alle ore 00:20
giovedì, 10 agosto 2006

click >> ottime notizie <<  click

-_-_-_- sui 4000Hz costanti

Pare che a me e al mio amico giacomo fischieranno le orecchie ancora per un pò, così abbiamo deciso di rilassarci da queste parti.

Io aspetto che al ciccione salga l'appetito e affamato salti giu dalla ciambella gallegiante lasciandomi prendere il suo posto, mentre lui non vede l'ora che il tonico schiatti per il sangue alla testa derubandolo di quell'adorabile completino da ginnastica...addio.


categoria : parole, visioni, alessandro
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scrive Sludgefeast alle ore 16:57
martedì, 08 agosto 2006

Mattina. Aspetto il risveglio della combriccola perdendo quasi le mie squame. Mi trovo sul terrazzo della casa e sono sporco ad opera di un tavolo abbandonato che dimostra alle mie braccia il suo odio profondo tingendole di particelle minuscole simili alla sabbia di colorito cinereo. L'atmosfera è apparentemente ferma ma in realtà nulla sta fermo.. bisogna imparare a capire, ad analizzare le cose più stupide per allontanarsi dalla stessa banalità e dall'atteggiamento blasè che il 99% delle masse ha imparato per consuetudine ad adottare, Spio ogni segno di vita: il sacchetto che danza, il vento che mi accarezza e fa danzare le mollette sul filo del rasoio. Cotanta vita dinamica eppure è accompagnata da improvvisa angoscia: ci penso guardando un piccolo tavolo che ha una gamba storta ma parecchio che con una carezza di fiato puoi spazzare via; non molto dissimile dal vedere un bambino storpio. Dalla semplicità si possono tirar fuori molte altre cose.. Per questo stimo sempre di più Umberto Palazzo, magnetico e diretto. SEMPLICE e incisivo.

In più ieri abbiamo visto il sommo poeta recitare le sue nuove quattro merdate:

“c’è qualcosa dentro di me che è sbagliato e che non ha limiti.

E c’è qualcosa dentro di te che è sbagliato e ci rende simili”..MAH..

Riflettete tutti.. e aiutatemi a capire.

 


categoria : parole, on the road, claudio giacomo
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scrive Sludgefeast alle ore 12:30
sabato, 05 agosto 2006

SMOG - A River Ain't Too Much To Love  (2005)

Vi presento un lavoro artistico di eleganza indescrivibile. Paradiso di chitarre classiche, foresta incontaminata dalle mode del nostro tempo. Pochi come Bill Callahan alias SMOG hanno appreso e rimodellato a questi livelli la lezione di Johnny Cash.

Che voce.. una carezza morbida in ogni sua angolazione.. Un dolce rimbalzare su materassi cupi e introvabili.. Smog fa parte della cerchia di songwriters che adoro.. una personalità così ombrosa non può non affascinare..ascoltando il suo fiato e le sue curatissime note si nuota nei pensieri e si rimpiangono tutti i sogni non ancora fatti.. Sebbene tutti i pezzi dell'album siano dei piccoli capolavori certe canzoni sono oggettivamente dei colossi di delicatezza e sensibilità: "Rock Bottom Riser" è una di queste..ma anche ascoltando "in the pines" capiterà naturalmente di sciogliersi in una colata di miele dorato..

Non è che una traversata per luoghi lontani..atmosfere legnose e inesplorate.. merito senza dubbio di musicisti non di poco conto..senza screditare basso e pianoforte ricordo che alla batteria c'è un maestro di gusto: Jim White dei Dirty Three. In "Drinking at the Dam" non sembra essere esercitata alcuna forza di gravità.. piuttosto è come bucare le nuvole ad occhi chiusi..questo è quello che ci insegna smog con le sue bellissime parole.. ci svela un segreto.. La sua narrativa melanconica e naturale sembra dirci che bisogna tenere la testa alta anche nel più complesso dei grovigli.

  Il mio voto:  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10  


categoria : recensioni, claudio giacomo
commenti (1)

scrive jeffreylpierce alle ore 06:02
venerdì, 04 agosto 2006

non ho sonno, di Dario Argento, mai visto...

A scuola, da piccolo, si proposero di insegnare a me, ancor cullato da giochi e abbracci familiari distaccati e sogni alcuni ancor oggi indimenticati, doti o usanze comuni quali la disciplina, l'uso proprio della parola, la differenza tra linguaggio formale ed informale. La prima, lo ricordo bene, non fu quel che si dice un successone per me ed i miei, ben due, 7 in condotta nei primi anni e semestri di liceo (per così dire, in realtà un istituto tecnico!); le violenze delle elementari portarono strascichi, evidentemente, fin lì.

Ricordo di aver imparato bene la differenza tra formale ed informale, -ciao- e -buonasera- e  -buongiorno-, anche se sempre più frequentemente, adirato dal non sapere se fossero o no passate le 12 del mezzogiorno o semplicemente erroneamente confusionario il più delle volte,  al telefono in particolare, mi si presentavano inconvenienti spesso imbarazzanti che brevemente mi accorsi potei risolvere con un delizioso "salve"; finiva lì.

Destato dalla nuova scoperta.

Non so nulla di filosofia. Al tecnico non viene appresa. Mi nutro di esperienza in tal senso, e reputo ciò estremamente affascinante.

Saprete di Platone? L'avrete visto quel film? La mela eccetera. Si.

La seconda mezza mela deve, una volta avvicinata, intaccarsi, senza alcuno sforzo, quasi autonomamente, per volere oserei divino, in ogni caso sfuggente all'ingegno. Ognuno ha serrature e mazzi di chiavi quà e là, bisogna operare delle scelte, in questo smanioso giochino crudele, ineccepibili. 

(Questo è lo scopo?) Deve essere, deve esserci, non per forza simile all'altra metà in apparenza. L'apparenza inganna, a proposito di insegnamenti, scolastici, familiari. Un senso di sazietà riempirebbe il mio muscoloso cuore pulsante, in preda immediatamente ad un frenetico vociare. Sarebbe senz'altro così, forse non immediatamente, quando ogni lacrima avrà storia a sè, cristallinemente in picchiata lungo il viso. Oggi non ho provato "quasi" nulla in tal senso.


categoria : parole, claudio
commenti (2)

scrive vietnamblues alle ore 00:40
venerdì, 04 agosto 2006

 il tempo stringe...

categoria : visioni, alessandro
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scrive jeffreylpierce alle ore 12:41
giovedì, 03 agosto 2006

Oggi mi si addice una "blues explosion" per iniziare a correre, come giornalmente si fa, senza voltarsi, senza lasciare spazio al rimorso. Anche oggi mi accorgo che da tempo invidio al resto della compagnia il loro agiarsi nella solitudine, a rincorrere pensieri su pensieri in istanti fievolmente tirati su liberamente. Tutto questo mi riesce difficile, a meno di aiuti "esterni", il più delle volte non mi trattengo, sento il telefono chiamarmi, monoculo vertebrato senza cervello ma denso di spine, sento le pareti vibrare, mettermi paura, gli animali di casa incazzati, per non averli voluti ascoltare al loro risveglio. Una forza irrefrenabile mi spinge a cercare bisognosamente un valido "nick-nome" tra la rubrica, adesso che ho larghi spazi vuoti da dedicarti e non posso perchè hai proteso le braccia dalle spalle tue al mio petto, gesto di repulsione, ma forzata, ed io, una luna, impotente.

Oggi ho bisogno di una "blues explosion" per scacciare via pensieri mistici e misticismi ritorcenti, correre a fare forza al mio genio, in qualche modo, so di averne uno almeno.


categoria : parole, claudio
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scrive vietnamblues alle ore 01:53
giovedì, 03 agosto 2006

 Tom Waits - Sworsfishtrombones (1983)

swordfishtrombonesUna pura infezione di poesia

Ho comprato questo disco diversi mesi fa e solo ora mi accorgo di quanto ne sia rimasto gravemente contagiato.

E' genio che si sprigiona contro le ruvide pareti del cuore, come vernice che schizza su tela.Una volta sciolte le danze il moto si fa circonvoluto. Forme dotte, languide e leziose si librano nel volo di risalita, roco e gutturale, del suo ventre.A volte strepitoso a volte lancinante.

 

 

voto: 1  2  3  4  5  6  7  8  9  10


categoria : recensioni, alessandro
commenti (3)

scrive Sludgefeast alle ore 14:05
martedì, 01 agosto 2006

"Oh oh oh.. Ma questo è il grasso puzzoso Billigoa de Billyboy in carne e ossa..! Come ti porti, tu, sgonfia palla di grasso puzzolente, unto e bisunto? Ne gradiresti una nelle balle? Se di balle ne hai tu, gelatinoso eunuco"


categoria : visioni, cinèma, claudio giacomo
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