
Il loro primo album è una componente fissa della musica che porto con me dappertutto.
Non saprei come definirli. Sicuro che sono maledettamente "Feelright!"
Ottobre 26, 2006.
Di ritorno per Bologna. Ho passato la notte fuori città e stamattina la sveglia ha tuonato presto, quasi da non accorgermi di essere stato addormentato. La notte è passata guardando ad occhi chiusi, perché tenendoli aperti brancolavo nel buio più tetro e chiudendoli lasciavo entrare fantasmi storpi tra le visioni che mi si susseguivano veloci.
Mi lasciano alla stazione di Casalecchio, dove aspetto il mio treno per la stazione e dove scambio il saluto con un caro amico. Dormendo nello stesso letto quando non capitava da tempo ha aperto larghi spazi ai ricordi, un’amicizia legata prima che da noi dai nostri padri, ora quanto mai distanti ma consapevoli di averne lasciato ben colti i frutti.
Un’abbondante ora passata ascoltando al sole, ancora freddo all’orizzonte, tra Shellac - At acion park , Sonic Youth - Sister e Thin white rope - Moonhead. Dalla stazione alle molinette, passando per “la montagliola”, dritto fino in via Zamboni e dritto ancora, passata piazza verdi, verso casa. Non è stato difficile trovare la strada, la più breve forse. Qui sono già stato e dopo vari giri di ripasso comincio ad orientarmi.
Le vie del centro, in questi giorni di mia presenza, sono ad ogni angolo occupate da musicisti “amplificati” che offrono i loro spettacoli e promuovono i loro dischi. Ne ho potuto osservare di tutti i tipi, dai plastificati gruppi cover Hard Rock anni ’70 – ’80, alle svariate formazioni tradizional-popolari ed ai percussionisti di strada che lanciavano bottigliette di sabbia verso la cerchia di persone divertite ed accorte che erano ad assisterli. Non mancano personaggi irriverenti come Peter California, strimpellatore dall’abbigliamento Country-Western con al seguito piccoli, molto piccoli, amplificatori a transistor per voce/armonica e chitarra, piazzati davanti a lui e la sua auto, un quadretto allegato al suo fianco che lo ritraeva di sbieco in un paesaggio desertico sabbia e rossastro. Una serata con soli due accordi ed un repertorio vastissimo: da “tu vo’ fa’ l’americano” a “lo sai che i papaveri…” passando per “O sole mio” e “c’era un ragazzo”…che proprio gli stessi due accordi non avevano ma che fatte da Peter, che le accompagnava con una buona dose di vino, avevano motivo di essere seguite.
Ognuno raccoglieva a sé una buona fetta di pubblico deciso a seguire lo spettacolo più interessante per occhi e orecchie sue.
Pietrificato da tanta bontà.
Marlene Kuntz - S-Low (2006)
Da questo tour, ne è venuto fuori (il 13 ottobre) un disco dal titolo "S-low" e un Dvd che riavvolge il meglio della loro esibizione su Mtv per il programma Storytellers.
Non è una trovata pubblicitaria e non è un ritorno a niente. Sono davvero felice di sapere che finalmente viene dato a musicisti del loro calibro spazi e opportunità del genere. E sono anche felice di sentir cantare Godano in modo più sicuro ed efficace.
Nel disco sono presenti innumerevoli "accorgimenti" strutturali dei pezzi, e non è affatto male lasciarsi infettare da certe nuove creazioni. Di certo, nulla è lasciato al caso.
Sono un nostalgico e preferisco di gran lunga tutt'altro di questa meraviglia italiana. Ma è un mio banalissimo pensiero del piffero.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
un allegro ritorno...mio e degli Uz
Uzeda - Stella (2006)
un sincero grazie a surferosa che mi ha prontamente segnalato la sua uscita.
Torna a formarsi dopo 8 anni una delle migliori band italiane.
Ci tenevo semplicemente a farlo sapere a chi frequenta questa pagina
a presto.