scrive Sludgefeast alle ore 21:29
venerdì, 15 febbraio 2008

Neutral Milk Hotel on stage..


categoria : visioni, ascolti, claudio giacomo
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scrive Sludgefeast alle ore 01:15
giovedì, 14 febbraio 2008

Concedetemi una sola parola per questo disco...

 

 

 

 

 

 

 

 

STUPENDOlo giuro...


categoria : recensioni, ascolti, claudio giacomo
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scrive Sludgefeast alle ore 01:04
domenica, 10 febbraio 2008

Nico - The Marble Index (1969)
Un disco di Nico è come sempre un muro bianco e titanico alto migliaia di metri. "Ari's song", non ho mai sentito una voce femminile così ispirata ed ispira-nte. The marble index è permeato di atmosfere labirintiche in cui i cantati geometrici si disperono riverberati senza soluzione di continuità. Voce come strumento. Mi piacerebbe fosse così anche oggi, ma nessuno riesce così come Nico. No.. lei è come se liberasse le sue parole dall'alto con un fatalismo che sembra riflettere una profonda attenzione verso la cultura orientale. In "Evening of light" si può ascoltare una riuscitissima progressione da un suono ben definito alla sporcizia totale che lo sovrasta e distrugge il violino sulla coda.. progressione che sotto certe prospettive riguarda tutti noi. Quando iniziamo un quaderno siamo sempre attenti alla scrittura.. chi è così attento in seguito? "Facing the wind" parte già assolutamente ubriaca.. con un suono molto ambulance..  frammenti di melodia tenuta su praticamente solo da voce e piano, tutto il resto è dissonanza... in questo pezzo chi vorrà potrà cercare di ascoltare solo la parte dissonante o solo quella melodica... ma premetto che è molto difficile. "Frozen warnings" come il cielo che si riapre dopo la pioggia torrenziale.. è molto freak... un pezzo da ascoltare all'aria aperta tra gli scoiattoli e le spighe di grano; gloria passo dopo  passo verso l'orizzonte.
"Julius Caesar (memento hodie)" mi sembra il pezzo più fascinoso del disco proprio perchè il meno comprensibile.. non per il grado di cacofonia ma solo per la sua stabilità inspiegabile.. Le frasi di Nico vibrano recitano una litania snervante ma sublime! "Lawns of down" è un colosso sperimentale farcito fino a scoppiare di spiritelli che sbucano fuori da ogni angolo del mix.. "Nibelungen" : due minuti e quaranta di voce e in questo caso... non si poteva chiedere nulla di meglio. "Roses in the snow" fa accapponare la pelle.. è come un continuo chiedersi: è giusto o sbagliato? l'atmosfera in questo come in tutti gli altri pezzi è molto personale e profonda. Consiglio assolutamente questo disco a tutti coloro che sono profondamente convinti dell'esistenza del pentimento, della conversione, del destino, della fede, della fiducia in qualcosa che non è necessariamente materiale ma di cui avvertiamo il calore.
Il mio voto:  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10

categoria : recensioni, claudio giacomo
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