Nick Cave & The Bad Seeds - DIG!!! LAZARUS DIG!!! (2008)
Einstürzende Neubauten | Alles Wieder Offen (2007)MARLENE KUNTZ - TEATRO CIAK - Milano lunedì 10 marzo 2008
IO suppongo sia molto più probabile rivedere in un live show (televisivo o in carne sangue e ossa) quelle belle scarpe bianco\italiane piuttosto che la copia, che sappiamo suonata davvero bene, di una diavoletto mentre viene costretta sul cabinet di una testata a valvole. Questo è primissimo sentore di ciò che appare quando, intorno alle 9 di sera, si dissolve la nebbia nella sala del teatro quasi risucchiata dall'ansia della gente accorsa numerosa e dall'animarsi sincrono delle tende che velavano la scena; si fa strada nell'inquadratura una sagoma che è quella perfettamente smilza di Cristiano Godano. La novità credo sia rappresentata dall'assenza di esagitazione...La sorpresa sta nel profilarsi di una chitarra acustica stretta come un figlio fra le braccia e lo snodarsi serpentesco delle due figure intorno ad uno sgabello; neppure il più microsoundcheck da palco disturba le pose dei musicisti che poco a poco mi \ ci vengono presentati da una voce che introce già da qualche minuto un tratto de la vera vita di sebastian knight: gli altri sono
Luca Saporidi contra\basso\elettrico/cori
Riccardo Tesio chitarre elettriche
Luca Bergia batteria\cori
David Arneodo piano\violino/cori
E' stato d'animo questo rinsaldare di accordi acustici il ritmo e l'ipnosi di UNO dei più bei pezzi di UNO il loro nuovo album, che a me, in definitiva, non è piaciuto. Ciclicamente si ha la sensazione di restare invischiati in storie ancora morbose come ai tempi del bellissimo Ho ucciso paranoia, ma via via che scorrono musa, fantasmi, 111, canzone ecologica, negli abissi fra i palpiti, ... , uno si ode netto lo stridere con(tro) le vecchie (s)composizioni delle nuove. E così che finiscono col violentare pezzi come ineluttabile, l'esangue deborah, noutando nell'aria che, neanche troppo tempo fa, fecero e fanno palpitare. Molto più tollerabili al nuovo i pezzi degli utlimi 7 (sette) [seven] album: estratti da Che cosa vedi, Serrande alzate stupendamente eseguita pensando al figlioletto di Cristiano, La canzone che scrivo per te, tutta in italiano passando per Notte, e un'intima Schiele, lei, me da Senza peso, continuando ad inoltrarsi sempre in questa troposfera di narrativa romantica d'autore in Amen e Bellezza da Bianco Sporco approdando poi nelle più recenti ideazioni delle cover di una vorticosa Impressioni di settembre della PFM e della preziosa Siberia dei Diaframma. Cristiano, Riccardo e Luca sanno bene che i loro ultimi quindici anni di vita hanno prodotto una parabola unica nella storia del rock in questo paese e, nel frattempo, certi di aver fatto davvero piacere alle centinaia di persone presenti al Ciak - fabbrica del vapore di Milano, salutano calorosamente la gente che li applaude in piedi dopo la terza uscita dei 5 musicisti e più di due ore di gustoso concerto.
così sentenzia Piero:
"Pochi complessi hanno marchiato a fuoco la storia della musica rock come i Butthole Surfers."

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GRINDERMAN - 2007
torino 5/7/7 spazio 211
da sinistra a destra...sonic youth, claudio collica, claudio papa, alessandro anzelmo, claudio masaraccchia
(un abbraccio ad elena)
la ballata di stroszek - Werner Herzog (1977)
un mio amico barbuto mi ha convinto a vederlo. Gli è bastato aggiungere che appena dopo aver visto questo film alla tv (e appena dopo aver ascoltato Iggy Pop),
Ian Curtis si impiccò...uao.
A volte la semplicità si fà irresistibile o meglio, violenta.Comunque Bruno Stroszek è un faccione indimenticabile come il senso di lascivo imbarazzo che piomba addosso sui titoli di coda.
Di li a qualche ora è solo un lento e disturbato riverbero.Una volta messo a fuoco diviene ponderazione.
Bitch Magnet - Umber (1989)
raggiante, rampante, alcaloide. Dieci elementi della stessa specie, dieci litanie che propulsano raffiche viscose inalveate verso il riflesso su un'iride: al rovescio sulla superficie plana l'iconografia di tutto l'hardcore americano reso all'estremo della glorificazione. Dopo Umber verrà Ben Hur (1990) e poi ancora Bitch Magnet esploderà in Seam, Gastr Del Sol e Bastro.
Buon ascolto
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vorrei conoscere di persona il chip del calcolatore che sta dietro a tanta semplicità, umiltà, riservatezza, pudore, decoro, compostezza, MISURA, sobrietà,...modestia.
Dal fondo - petrol , 2007

il petrolio inquina...

potete prenotare l'album autografato
scrivendo a...royal-pizza


madre della terra che goduria...
sono alla febbrile...etciù! (non a caso) ricerca di questo disco:

starfuckers - infrantumi (1997)
un po' di confusione...RAN!ran!RAN!ran!RAN!ran!RAN!ran!
shellac - at action park
fu
gazi - in on the kill taker
sonic youth - sister
............................................................butthole surfers - psychic powerless
yo la tengo - painful
slint
spiderland
Marlene Kuntz - S-Low (2006)
Da questo tour, ne è venuto fuori (il 13 ottobre) un disco dal titolo "S-low" e un Dvd che riavvolge il meglio della loro esibizione su Mtv per il programma Storytellers.
Non è una trovata pubblicitaria e non è un ritorno a niente. Sono davvero felice di sapere che finalmente viene dato a musicisti del loro calibro spazi e opportunità del genere. E sono anche felice di sentir cantare Godano in modo più sicuro ed efficace.
Nel disco sono presenti innumerevoli "accorgimenti" strutturali dei pezzi, e non è affatto male lasciarsi infettare da certe nuove creazioni. Di certo, nulla è lasciato al caso.
Sono un nostalgico e preferisco di gran lunga tutt'altro di questa meraviglia italiana. Ma è un mio banalissimo pensiero del piffero.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
un allegro ritorno...mio e degli Uz
Uzeda - Stella (2006)
un sincero grazie a surferosa che mi ha prontamente segnalato la sua uscita.
Torna a formarsi dopo 8 anni una delle migliori band italiane.
Ci tenevo semplicemente a farlo sapere a chi frequenta questa pagina
a presto.

L'ho trovato stupendo. O meglio, ho trovato stupenda l'allusione al dover fingere per non impattare con la realtà, per non disintegrare la certezza.
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buona visione
su consiglio ho cercato e lasciato suonare questo disco:
Ulan Bator - Vègètale (1997)
La band è francese.Non ho ben chiara la loro storia ma pare abbiano avuto a che fare con CPI (nel 1998) e con M. Gira, ex Swans, in occasione del loro secondo album Ego Echo (2000).
Antepongo a qualunque considerazione la piacevole sorpresa che il disco provoca, nel complesso, a me. La prima a suonare si intitola Lumière Blanche: l'infezione che scarnifica l'emissioni occluse della voce di Amaury Cambuzat (voci, chitarre) si producono in un riverbero che attanaglia l'evento in corso (che durerà ben 8'.12'') fino a sopprimerlo. Poi viene Cephalopode , uno strumentale di 5'.44'' d'alta scuola. Se si riesce a separarne gli elementi si possono isolare tecnicismi già sperimentati in passato (Built to Spill, Noir Desire, Slint, Blonde Redhead) ma riproposti in quel primordiale bagliore che aveva fatto la fortuna di molti. Pekisch Organ ha sprazzi di no (and new)-wawe e non che questo sia in stridente contraddizione col resto dell'album anzi ne completa lo spirito. Davvero interessante è Fèvre Hectique che cattura il piacere negli istanti iniziali per poi rilasciarlo in micropulsazioni. Hart fa praticamente il contrario: vibrazioni a cadenza incorporea creano una danza assorta che è assieme contemplativa e meditativa del nulla intorno, immobile e quieto. Seguono Fuite e Enbarquement: performano melodie cadenzate e imponenti. Soprattutto l'ultima.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

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-_-_-_- sui 4000Hz costanti
Pare che a me e al mio amico giacomo fischieranno le orecchie ancora per un pò, così abbiamo deciso di rilassarci da queste parti.
Io aspetto che al ciccione salga l'appetito e affamato salti giu dalla ciambella gallegiante lasciandomi prendere il suo posto, mentre lui non vede l'ora che il tonico schiatti per il sangue alla testa derubandolo di quell'adorabile completino da ginnastica...addio.
Una pura infezione di poesia
Ho comprato questo disco diversi mesi fa e solo ora mi accorgo di quanto ne sia rimasto gravemente contagiato.
E' genio che si sprigiona contro le ruvide pareti del cuore, come vernice che schizza su tela.Una volta sciolte le danze il moto si fa circonvoluto. Forme dotte, languide e leziose si librano nel volo di risalita, roco e gutturale, del suo ventre.A volte strepitoso a volte lancinante.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

David Lynch - Eraserhead (1977)
allucinato...è un posto in prima fila dinanzi ad un buco. L'occhio umano fatica a mettere a fuoco; si distacca dalle orbite e si fa spazio entro quel buco...inizia una vita a sè, è come immerso in acque salate e presto si irriterà.Da qui è possibile che si disgreghi in decine di piccoli occhi come quelli di certi insetti.Ci si posa nell'oblio di una inquadratura, ci si fa minuti abbastanza da mescolarsi alla alterazione irreversibile della storia (di un tipografo) in follia.
buona visione
E' del pallore sul mio viso e dell'incertezza cromatica delle foglie degli alberi cresciuti sulla mia testa che vado fiero di questi giorni.E poi suono.E che cazzo.(?!?!)
Tra le altre cose:
1. ho scoperto di avere un debole per i Thin White Rope e ho scoperto di non averlo per la tv all'incirca da quando è morto ONE (o UAN?!) di BimBumBam.
2. ho ritrovato la lettura...era pressapoco dove l'avevo lasciata.Fra Nabokov, l'amore di Verlaine, Baudelaire, la bellezza di Montale, Updike e le sue nostalgie di nylon etcetera etcetera.
3. Ho schiuso taluni trucchi entro di me medesimo.
4. Mi sono rotto il cazzo cadendo dalle scale, precludendomi la via che dalla finitudine scarlatta di questa camera mi avrebbe condotto ad un nuovo "mondo degli oggetti" altrettanto noioso.Dunque...
5. Sono rimasto qui, immobile, guardando Kubrick.
a presto
Blonde Redhead - La Mia Vita Violenta (1995)
Non sono ancora riuscito ad ascoltare tutti i lavori dei blonde redhead, ma sono certo che "La mia vita violenta" rientra in quella microsfera di dischi in grado di sopravvivere nel tempo nutrendosi della sua stessa magia.Le canzoni sono investite della medesima polvere che si scopre sulle ali di una farfalla; talune cadono sotto gli incantesimi canori di Kazu Makino e Amedeo Pace (voce e chitarra) come (I am Taking Out My Eurotrash) I Still Get Rocks Off, Young Neil e Jewel, altre sotto i colpi ipnotici di Simone Pace (batteria) come 10 Feet High; in tutte risplende il sigillo, la raffinatezza di un modo, di una via nel creare noise, già spianata in passato (Sonic Youth?Fugazi?Pixies?Ecc..?), ma ora raccolta e ostinatamente schiusa in una forma più decisamente permeabile.Tutta la loro storia discografica è attraversata da questa costante; dall' omonimo "Blonde Redhead" del 1994 al più recente "Misery is a Butterfly" del 2004, la parabola decennale appare evidente: i suoni si infittiscono e lasciano la loro componente più mistica, in favore di una materia più duttile, quasi compòsita; comunque affascinante.Buon Ascolto.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Swans - Filth (1983)
Un "barbaro zombie debilitato" rag-Gira la città.
Michael Gira, cantante e leader degli Swans echeggia attraverso la forma del musicista minimale. Attanagliato, dalla sua stessa psicosi nevro.spasmodica, nel buio di spazi sonori continuamente dilaniati da tutto ciò che vitalmente li circonda, Gira morde col tono strozzato di un soffocamento, le deflagrazioni meccaniche di una citta in autocombustione che sembra violentarlo, succhiarne l'energia.Capistipite d'una ricerca alla proto-storia del suono (in parallelo con i soli Einsturzende Neubauten) gli Swans ("Cigni"[???]) saprofagi e sciacalli dei loro stessi spiriti, aprono le ali su una società sanguinante, lacerata, ma non spiccano mai il volo. Ne sono inghiottiti.E questo recita il loro lamento.
Swans - Children of God (1997)
Filth tracklist:
1- Stay Here
2- Big Strong Boss
3- Blackout
4- Power for Power
5- Freak
6- Right Wrong
7- Thank You
8- Weakling
9- Gang
10- Speak
11- Laugh
12- Sensitive Skin
13- Take Advantage
senza voto
Dinosaur Jr. - You're living all over me (1987)
L'anemia sguaiata di Joseph Mascis che mi piace tanto.
Sono sempre stati (solo) una sapiente leggenda, dai contorni poco definiti e generalmente inservibili, emessa nelle viscere delle bocche di coloro i quali cercavano di spiegarmi chi fossero i Dinosaur Jr. (Fino a che) ne sono venuto fuori (!).Riesco ad ascoltare You're living all over me appena qualche mese fa; gli è bastato davvero poco.
Il triàdico avvenimento che schiude questo disco è dei più impressionanti finora sentiti: come facciano Little Fury Things , Kracked e Sludgefeast a lasciarsi canticchiare, (anche se) sotto forma di residuo bugnato, dopo solo il primo ascolto non sono tuttora riuscito a spiegarmelo.Si ha come l'impressione che aleggi nell'aria quello spirto affabile di Neil Young. Soprattutto in pezzi come Raisans e The Lung. Nella languidezza dilaniata di Tarpit e allo stesso modo, nella sorprendente semplicità compositiva (essì, a volte anche la semplicità di chi sa coglierla ha il dono della sorpresa) di In a Jar e Show Me The Way stà il mistero esorcizzante del protagonista: l'insicurezza.
buon ascolto
voto : 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Ebbene, credo di doverglielo.Si tratta pur sempre dei miei beniamini.
Vi presento i S O N I C Y O U T H in diretta dal mio cuore. Permettetemi, per l'occasione, di sfoggiare tutta la mia profonda ammirazione per questi 4 poeti decadenti.
Thurstone Moore, Lee Ranaldo, Kim Gordon, Steve Shelley
Da quando sono venuto a conoscenza della loro partecipazione a questa grossa e caotica follìa collettiva, altresì chiamata esistenza terrena (nella quale anch'io mi sono dovuto arrangiare), devo riconoscere che il corso della stessa ha subito una lieve incrinazione, proprio come le mie costole, atte a proteggere quanto di più prezioso possediamo, lasciando che quel mio pugno di muscoli e sangue si sporcasse,si contraesse meravigliato da tanta
meraviglia.
Premetto che questa non vuole essere affatto una recensione, ma una palese dichiarazione d'autentico amore nei confronti di tutto il fare artistico di questi quattro eroi e, nel particolare, di:
Evol è del 1986 (venni al mondo).Il nostro incontro risale a non molto tempo fà.Hehe, è stato romantico. Anagramma dell'amore.Tutti i loro dischi vivono a partire da questa analogia condensata.
Daydream Nation (sogno ad occhi aperti di gioventù sonicaaa!).Non temo di cianciare sciocchezze scrivendovi che (per me) sono rispettivamente (o rispettabilmente?!) il più bel disco d'amore e di vita che abbia ascoltato.Punto.
Pixies - Surfer rosa (1988)

Humor, (o autoironia?) cinismo, caos, determinazione; una leggerezza inebriante prodotta nelle viscere d'una creatività estrema. I Pixies! da Boston più che suonare, zampillano e schizzano contro le vibranti cavità cartilagìnee e permeabili dei nostri padiglioni auricolari e hanno in virtù una straordinaria capacità travolgente. Sono nell'orbita dei miei ascolti più frequenti e mi sento di aggiungere che sono tra quelli di cui avverto più la mancanza.Partono da una sorta di garage-rock dinamico ma la loro parabola creativa missa tanto di quel rock da renderli (bellissimo da scrivere) inetichettabili.Surfer rosa è largamente considerato un album storico e lo è davvero.Parlare d'un denominatore comune che attraversa il loro approccio alla forma canzone equivale a una sorta di ciància naif.Ogni pezzo fa storia a sè ed è una sorprendente meraviglia constatare che tutto ciò non stona affatto nel complesso d' un album accuratamente polìcromo.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Pixies - Doolittle (1989)

(Personalmente) Doolittle è uno degli sforzi maggiormente ricompensabili dei Pixies.Si discosta leggermente dalla loro tradizione (amesso che ne esista una) ma è il bene godibile della persona che lo ascolta a farne un capolavoro contaminato e (ovviamente, trattandosi dei Pixies) contaminante della musica moderna.Ci sento dentro dei suoni bellissimi nonostante risalga a parecchi anni fà.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
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a chi non li conoscesse, mi sento vivamente di consigliarli
Afterhours - ballate per piccole iene (2005)
Difficile.Con onestà, sono combattuto.
Come determinare con certezza se si tratta di un fine ed elegante lavoro di lima di Manuel Agnelli che lentamente ci ha abituato a questa nuova veste dei suoi Afterhours (diciamo dall'addio di Xabier Iriondo?) o dell'ennesimo disco macchinoso e a tratti decisamente e noiosamente monocromato??
La via mi sembra chiara e semplice.
RIcominciare.Ripartire.Reset-ta(ra)re.
Germi, Hai paura del buio?, Non è per sempre, Siam tre piccolin porcellin (live), Quello che non c'è.Ecco la via.Un viaggio attraverso i lavori precedenti di una band decisamente importante per numero di fan a suo seguito, compiuto unicamente per capire se un no(n)-sense d'album può effettivamente acquisire carattere e stile, può rivelarsi un'arma a doppio taglio.E' proprio questo il caso.
taglio1)Bene sotto questa chiave di lettura Ballate per piccole iene fà letteralmente schifo.Non si salva nulla o quasi.Sono amareggiato e disilluso.Piango.Sigh.
taglio2)Bene...mmm...Bene...mmm...oooh...Bene...mmm.wow.mmm..
smackissassboom.Bene.Basta.
A voi la parola
Santo Niente - il fiore dell'agave (2005)
Torniamo a parlare dei dischi di casa nostra; Il fiore dell'agave segna dopo 8 anni di silenzio (eccezzione fatta per l'EP del 2004 Occhiali scuri al mattino) il ritorno sulle scene di Umberto Palazzo e il Santo Niente , che per l'occasione si è dato una nuova formazione con Raffaello Zappalorto (basso), Gino Russo (batteria) e Alessio D'Onofrio (chitarra).Dalle nostre parti questo disco e questo gruppo sono (con certezza verificata e verificabile) del tutto sconosciuti; peccato.Peccato perchè é un bellissimo toccasana per lo stato di salute di chi lo ascolta e uno dei capolavori recenti della musica italiana.
Non si ha "neanche il tempo di vedere la mamma" che Gino alla batteria batte "4" per portare alla luce quel mare agitato e antichissimo che è Luna Viola.E ora invece, mentre si è sommersi da quelle acque schiumose, si ha il tempo di accorgersi che Umberto Palazzo ha maturato delle liriche bellissime quanto semplici ed efficaci che sembrano provenire da 50 anni di cantautorato italiano.Poi si parte alla volta di Spirituale;ed è una traversata dinamica e accattivante fatta di deflagrazioni continue.Prima della caduta è una pietra geliva che precipita al centro di una confessione, scagliata nel finale dall'urlo di Palazzo.Alla debole luce di un melanconico addio crepuscolare si stende Nuove cicatrici gravida di suoni e colori di un ricordo.Momenti di rock 'n' roll a profusione regala Faccie di Nylon che inaugura la parte punk-rock del disco completata e contemplata (tre tracce avanti) in Le superscimmie, canto di uno sfacelo umano.Segue la riproposizione di Occhiali scuri al mattino che calata in quest'album sembra cristallizzarne l'essenza prima di semplicità a grande impatto sonoro.Candele indossa vesti celestiali e suona come una rivelazione divina che Palazzo condivide con la sua musa.D'atmosfera grave e trascinata è Santuario dove le idee che il Santo Niente trasforma e libera in intrecci musicati vengono fuori con una intensità spettrale, quasi magnetica.I primi istanti de L'attesa formulano la magia strumentale che pervade lo scorrere di un miraggio. Infine la preziosità di Aloha.(Sono certo che sarà un) buon ascolto.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Gun Club - Miami (1982)
Finalmente ho tra le mani la versione originale di uno dei miei dischi preferiti.Jeffrey Lee Pierce è per me (ma non solo) una delle figure più carismatiche della scena rock degli anni '80.E' accompagnato in questo disco da Ward Dotson alla chitarra e Terry Graham alla batteria.Le canzoni sono ricchissime di suoni catturati dalla giungla, da oscuri riti voodoo, da leggende popolari e da fantasmi del deserto e sono filtrati attraverso slide guitars e intonazioni allucinate.Ma a rendere unico questo disco è sicuramente il suo spirito sciamanico che fu (perche no?) dei Doors e di Jim Morrison."Le loro lande misteriose incutono soltanto terrore (?!?!), non invitano alla catarsi dopo la fuga dalla metropoli, ma anzi convogliano in elementi irrazionali (quali i rituali o le leggende) la paura accumulata nei labirinti desolati delle grandi citta` ".
Non credo siano necessari ulteriori svisceramenti personali perchè Miami è un disco che vuole solo sconvolgervi, penetrarvi e l'unico modo che ha per farlo (sembrerà banale) ma è quello di essere suonato, di entrare in circolo col vostro sangue e poi saranno brividi, spasmi, contrazioni, scuotimenti, sbattimenti, convulsioni, scosse, ma soprattutto danze e basta.Ve ne accorgerete, per coloro che non lo hanno ancora ascoltato, quando le vostre membra saranno investite da vibrazioni involute e involontarie e comincierete a ballare ovunque sotto l'incatesimo di un rito voodoo.Buon ascolto.
(per tutto questo:)
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 ! ! ! ! !
Joy Division - Unknown pleasures (1979) voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Reduci dalle esplosioni punk-rock di fine anni '70 i Joy Division (nome preso in prestito dalle baracche femminili dei campi di concentramento nazisti) si formano a Manchester luogo in quel periodo ideale per dar vita ad un nuovo psicodramma rock, una "tragedia espressionista" dall'altissimo contenuto emotivo.L'interesse della loro musica sposa più le teorie del dark-sound piuttosto che del punk-pop,ma già nel 1979 Ian Curtis portava alla luce un'opera assolutamente sublime e al di fuori del tempo, in grazia agli spettri che abitavano il suo cuore e la sua anima.Anticipando, fissandone il principio, una grossa fetta di storia della musica, i Joy Division sono arte decadente e alienazione lisergica dettate dallo smacco della civiltà industriale che fà da sfondo alla loro musica.In Unknown Pleasures, Curtis non ha ancora toccato terra ma sta già ammirando in orbita la catastrofe che accade intorno a lui.
Joy Division - Closer (1980) voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Viene sospinto dalle sue visioni allucinate e così prendono vita New dawn fades, l' "androide" Trasmission, il meccanicismo esasperante di She's Lost Control, la paràlisi di Shadow Play, il battito leggero e illusorio di Disorder e così via fino al paradiso rallentato e trasognato di Atmosphere (EP) che in un certo senso anticipa quel capolavoro visionario che è Closer.In questo album la catastrofe è terminata e sembra esserci spazio solo per una lucida constatazione del deserto dramma.E' rimasto solo Ian Curtis con i suoi compagni ad ammirare un mondo in rovina fagocitato dalle macchine e sventrato dalla perdizione umana.Hanno ancora la forza di modellare la viscosità spettrale di ciò che vedono in Heart And Soul che probabilmente è il loro pezzo più rappresentativo.Da una radio rotta sintonizzata su stazioni techno-pop sembrano provenire le melodie di Isolation.La camicia di forza in cui è costretta Atrocity Exhibition sembra di marmo così come l'intero disco che assume impenetrabili consistenze man mano che lo si scopre.E' davvero un album magnifico.
UZEDA - Waters (1993)
Non mi è del tutto semplice postare una recensione riguardante un gruppo che stimo moltissimo senza, è ovvio, essere un filo di parte.Gli Uzeda da Catania (ma verrebbe da scrivere dal MONDO) costituiscono, senza necessità e desiderio di ulteriori specifiche, la via prima a quella autofagia sonora che fu di Fugazi, Sonic Youth, Pixies, Blonde Redhead ma la loro ricerca raggiunge (in questo come in tutti i loro dischi) picchi di originalità validi a tal punto da avergli valso gloria e fama internazionali.
Waters, prodotto da Steve Albini, è un album immediato come l'eletticità che lo attraversa.Le traccie provocano viva impressione nel lasciarsi attraversare fin da subito."Needle House" e "I'm getting older" inglobano al tempo stesso addensamenti elettrici su danze ipnotiche mantenedo pulsante sia la potenza che la sublimazione nel modulare della voce e nel perforante stillare degli strumenti di fondo. Ciclonica è "Save my snake".Anche quando Giovanna Cacciola (voce) sembra avviluppare le sue melodie intorno a quelle di Kim Gordon (Sonic Youth) e soprattutto di Kim Deal (Pixies) gli Uzeda risultano piacevoli e mai banali.Ne sono prova le riuscite "Tied" e "It happened there".Prima ancora che scorrere sembrano bruciare gli oltre 12min. di "'30'", "Roaming word" e "Big shades and tides", mentre "Well paid" e "Pushing all the clouds" suonano come le composizioni più efficaci.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Crime And The City Solution - Room of lights (1986)
Con certezza il più bel disco dei crime and the city solution (e uno dei miei preferiti in assoluto). Sorprendente fin dalle epiche pulsazioni di "Right Man Wrong Man" , lascia passare l'ascolto attraverso vettori sensoriali assolutamente fascinosi ed efficacissimi. "No Money No Honey" è l'ago fra le dita di Simon Bonney (voce e carisma della band), punge e poi ricuce con la stessa intensità con cui catalizza la violenza sugli strumenti catturata, caricata e infine liberata in implosione da Rowland Howard e dal batterista Mick Harvey, entrambi ex Birthday Party.L'influenza è delle più irrinunciabili.Sulla medesima ondata violenta si sviscera l'autoespiazione di "Hey Sinkiller" . Le più belle atmosfere le creano "Six Bells Chime" (vedere "Il cielo sopra Berlino" di W. Wenders per credere), "Adventure" e senza dubbio la perla del disco "Brother Song".Infine chiude "Her room of lights" e per dipingerla occorrono le ampie e dense linee prese in prestito dagli inconfondibili ed unici pennelli di Nick Cave.
voto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Improvvisamente non c’è stato nulla da dire.Conseguente il cocente sconforto che origina [con una certa frequenza oramai] innumer-evol-i talenti trasognanti e così davvero distaccati da tutto ciò che “ci E’ intorno a questo mondo”, non possiamo far altro che ritirarci in profondissime spire obscure a occultare ciò che di più traviato e meno confortante v’è in ognuno di NOI facenti parte, componenti.
qui di fila ne troverete nome e inclinazione:
alessandroanzelmo<chitarrevoci
claudiomasaracchia<chitarrevoci
claudiocollica<batteria
Ristretto gruppo di persone, per qualche motivo spregevoli e poco piacenti, che lasciano continuamente a brasare la loro gioventù, ostentando doti e conoscenze di cui essi stessi fanno continuamente breccia nei loro modi di apparire e di presentarsi al benevolo et generosissimo pubblico ascoltatore della provincia.
Ebbene, costoro rappresentano speranza d’infima stoffa e infinita infingardaggine, ma ai tempi che corrono, gocciolanti tregue d’incorruttibilità, non si poteva chiedere davvero altro.
Come, dunque, di forza che si innalza e di subito arresto, sentiamo noi di inserire un tremore nell’ in-cantato muoversi delle membra agitate da scosse convulse, che scuotono e catturano e che nel mondo abbiamo imparato chiamarsi sonorità, musiche…
Nel trebbiare i vostri ascolti, in realtà c’è l’intento non solo di volervi coinvolgere nella traversìa, ma soprattutto e purtroppo in una traversata, compiuta unicamente a favore d’uno spirito assoluto ed incontaminato che non v’inganni nel sentire, e che siamo certi possedete.
Nessuno di noi è felice d’adombrarsi nel dubbio di un’onnipresente e onnipossente constatazione del mondo, nella decadente omocromia dei nostri occhi dinanzi a così tanti sconvolgimenti…nonostante tutto ci sentiamo braccati dalla vita. OBBLIGATI.
grazie del prezioso uso fatto fin qui della vostra vista e del vostro pensiero, generosamente prestatisi a leggere e cercare di comprendere questo scritto…
FINE