scrive jeffreylpierce alle ore 01:39
lunedì, 05 marzo 2007

                                        .. "vaffanculo-dai-va-là!"

Eppure non si stava male là sopra, tanto che hanno dovuto tirarci giù con le buone. Tanto che, ad Arezzo, Firenze o dove sia, ci sarebbe andato qualche altro era già quasi scontato.

Tra malanni e lune piene e cadaveri ed erbacce.


categoria : claudio, ran
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scrive vietnamblues alle ore 12:01
sabato, 10 febbraio 2007

madre della terra che goduria...

categoria : alessandro, claudio, ran , claudio giacomo
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scrive jeffreylpierce alle ore 12:18
lunedì, 29 gennaio 2007

"La vita sarebbe insopportabile se non ci fossero i pensieri.."

 

 ..per quanto sia debole la percezione della stabilità e così continua la ricerca delle occasioni, l'arte, nel modo in cui la intendo anch'io, vuole mostrare il "senso" delle cose, ciò che è celato dall'apparenza. Una base per costruire ciò è strettamente legata all'improvvisazione, al getto, al modo di essere proprio ed intimo di ognuno.

immagini di "Zabriskie Point" ;   in corsivo,  parole de "La Notte" .       ( Michelangelo Antonioni )


categoria : claudio, cinèma
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scrive jeffreylpierce alle ore 03:00
giovedì, 02 novembre 2006

Non controllo le mie emozioni.

Risulto disordinato, specie se mi si coglie di sorpresa.

Non so cosa pensi tutta la gente che scambia qualche parola con me.

Un mio sguardo, un sorriso, un silenzio sconvolge il mio atteggiamento verso di loro.

Mi attacco a piccolezze.

Agisco d’istinto e ricado in passi falsi che con un po’ di accortezza potrei evitare.

Penso sia l’autunno.

Molte bestie vanno in letargo.

Io ne avrei bisogno, forse, ed invece vago dondolando da una città all’altra, sperando di raccogliere sensazioni per strada o nei luoghi di incontro. Per motivarmi. Ne ho bisogno.

Ho bisogno di organizzarmi, anche, e spingerò per questo.

Quella gente sembra triste di ciò che l’attraversa.

La quotidianità riporta in ordine le cose e loro la soddisfano senza esito.

Rotolano anche loro, come me, ma dovrebbero darsi una bella svegliata.

Loro riposano fin troppo.

 



categoria : parole, visioni, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 15:43
venerdì, 27 ottobre 2006

Ottobre 26, 2006.

 

 

 

Di ritorno per Bologna. Ho passato la notte fuori città e stamattina la sveglia ha tuonato presto, quasi da non accorgermi di essere stato addormentato. La notte è passata guardando ad occhi chiusi, perché tenendoli aperti brancolavo nel buio più tetro e chiudendoli lasciavo entrare fantasmi storpi tra le visioni che mi si susseguivano veloci.

Mi lasciano alla stazione di Casalecchio, dove aspetto il mio treno per la stazione e dove scambio il saluto con un caro amico. Dormendo nello stesso letto quando non capitava da tempo ha aperto larghi spazi ai ricordi, un’amicizia legata prima che da noi dai nostri padri, ora quanto mai distanti ma consapevoli di averne lasciato ben colti i frutti.

Un’abbondante ora passata ascoltando al sole, ancora freddo all’orizzonte, tra Shellac - At acion park , Sonic Youth - Sister  e Thin white rope - Moonhead. Dalla stazione alle molinette, passando per “la montagliola”, dritto fino in via Zamboni e dritto ancora, passata piazza verdi, verso casa. Non è stato difficile trovare la strada, la più breve forse. Qui sono già stato e dopo vari giri di ripasso comincio ad orientarmi.

Le vie del centro, in questi giorni di mia presenza, sono ad ogni angolo occupate da musicisti “amplificati” che offrono i loro spettacoli e promuovono i loro dischi. Ne ho potuto osservare di tutti i tipi, dai plastificati gruppi cover Hard Rock anni ’70 – ’80, alle svariate formazioni tradizional-popolari ed ai percussionisti di strada che lanciavano bottigliette di sabbia verso la cerchia di persone divertite ed accorte che erano ad assisterli. Non mancano personaggi irriverenti come Peter California, strimpellatore dall’abbigliamento Country-Western con al seguito piccoli, molto piccoli, amplificatori a transistor per voce/armonica e chitarra, piazzati davanti a lui e la sua auto, un quadretto allegato al suo fianco che lo ritraeva di sbieco in un paesaggio desertico sabbia e rossastro. Una serata con soli due accordi ed un repertorio vastissimo: da “tu vo’ fa’ l’americano” a “lo sai che i papaveri…” passando per “O sole mio” e “c’era un ragazzo”…che proprio gli stessi due accordi non avevano ma che fatte da Peter, che le accompagnava con una buona dose di vino, avevano motivo di essere seguite.

Ognuno raccoglieva a sé una buona fetta di pubblico deciso a seguire lo spettacolo più interessante per occhi e orecchie sue.

Pietrificato da tanta bontà.


categoria : parole, on the road, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 12:48
sabato, 21 ottobre 2006

Le idee nascono per riuscire a conquistarsi.
Il motivo è più un'esigenza, quello che manca è un lido stabile e soffice per districarsi.
Manca da tempo, ma l'assenza dello strumento per l'intera settimana è asfissiante. La compagnia e i giorni comunque insieme rendono possente il momento, dove cerco di mettercela tutta.
Ci ritroviamo dopo mesi e se la voglia è più o meno rimasta intatta, l’esecuzione e la forma sono a farne le spese. Quadri buttati giù di getto sono sviluppati, ripresi a più riprese, complicati, riletti, arrangiati.
Una strana sensazione, mi percorre, chiudo gli occhi per poterla assaporare in tutta la sua essenza mentre i fili capelluti continuano ad agitarsi; non vedo nulla in particolare, tutto molto offuscato, confuso. Riaprendo gli occhi le sagome di quei due “con i piedi” che baciano abbracciano le loro mogli, le fanno girare, le mettono a testa in giù, ansimanti.
Il mio è un amore particolare, ancora non maturo, non al punto di odiarci. In simbiosi quasi ci avviciniamo e lei mi dà una mano, mi trascina ed io posso percuoterla ad occhi chiusi. Mi piace, così ho un po’ di tempo per pensare, non capitano spesso queste fortune. Cerco un intesa, faccio il mio gioco, alle volte senza badare al gusto ed al resto, ma ci sta benissimo. Non sono uno che ama l’ordine, la disciplina, la democrazia. Ognuno è quel che vuol essere, ma tra di noi c’è una certa armonia regnante.
Di questo rimane un sibilo, costante, quasi a sgridarci per non avere attaccato il registratore, ed una certa stanchezza che non provavo da molto tempo con la notte se ne va indisturbata.
 

categoria : parole, claudio, ran
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scrive jeffreylpierce alle ore 04:07
venerdì, 01 settembre 2006

Oscuro, coglie essenze di vita dei giorni nostri, racchiude bellezze e solitudini, fenomeni ciclici.

Mogwai , "Travel is dangerous" , dall'album Mr.Beast


categoria : visioni, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 19:07
domenica, 27 agosto 2006


categoria : on the road, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 04:38
martedì, 22 agosto 2006

Guardando i video scovati via internet, osservo quanto "questi quattro" possano avere imponenti i genitali!!!

Ascolto i loro primi tre album, 13 songs - Repeater + 3 songs - Steady diet of nothing, in ordine di apparizione, travolto in esplosioni implosioni da cariche elettriche in  eccesso, sorpreso esterefatto da quanto non li conosca per poterne parlare in maniera dettagliata e da quanto mi piacerebbe farlo, glielo si deve, un pò.

        

                   

 F U G A Z I               


categoria : ascolti, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 16:59
sabato, 12 agosto 2006

Tre fantasmi, lo erano sicuramente.
Un quarto mi corre davanti, io corro più velocemente di lui,
da vederlo scomparire dalla scia davanti a me.
Mi percuote e mi rimanda ad un libro per il quale nutro
spassionata curiosità nell'affrontare.
Eravamo io e la mia nuova ragazza, una peugeot anni '90,
stessa tinta scura del mio strumento.
Tutto d'un tratto, sul lento scorrere della strada
che mi riporta a casa.
Vivo da nomade, in un certo senso, almeno per ora.
Ci sono oggetti che porto dovunque vada, costituiscono la mia casa,
il nido, in un piccolo paesaggio capeggiato da aceri levigati,
fili, fusioni ordinate di nylon o leghe metalliche.
Ascolto un disco degli Ulan Bator di cui si parla un gran bene
nei sobborghi nomadi che incrocio ogni tanto sulla mia via. Polaire.
Mi piacciono parecchio, a primo acchitto.
Un mio amico, lo chiamiamo 'Jeorge', si confida spesso, quando lo vedo,
circa le sue esperienze sessuali. Cerca di svelarmi dei segreti,
ama il sesso, sembra sia la sola cosa che gli importi, parla di numeri.
Parla di numeri. Deve esser bravo. Un bravo ragazzo, dopotutto.
Non mi piace moltissimo leggere, molto va già meglio.
Mi piace ascoltare musica.
Quasi non sapere come, possiedo, mi è stato donato, un i-Pod,
lo porto in giro, mi preoccupo per lui, più del telefonino, sia maledetto.
Anche a lui piace la mia musica, credo.
Anche a lui piacciono gli Ulan Bator, stasera.
Underground, Tom Waits.
Rivolto a nord, nord-est, all'incirca, perpendicolarmente al letto,
su di esso, la lampadina da 100 Watt confinata in una struttura di ceramica,
bucata con forme di fiori, quel tanto che basta a non dover soffrire
la massima emissione dei suoi raggi.
Penso a scrivere, cosa.


categoria : parole, ascolti, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 14:47
giovedì, 10 agosto 2006

NEU! (1972)

Sperimentalismo puro...quanta grazia!

SI entra in una stanza azzurra, di macchioline di stucco gettate qua e la, sprizzi di fantasia legati al genio del loro EGO. Ritmo incalzante. La finestra alla mia sinistra comincia ad appannarsi, come fosse vetro da doccia calda in pieno inverno. Due sagome si fanno strada nella foschia. Si sfregano. Si avvinghiano. Sembrano amarsi, da qui. Li sento sguazzare nel loro amore, circondati da molecole liquide che non oppongono resistenza al moto dei loro corpi. Ridono. Il silenzio tra le loro bocche prende non troppo presto il sopravvento, lasciando spazio a sguardi e andature sensuali. Martelli pneumatici mi distraggono, cerco di calarmi, mi rialzo stordito. Stavo sognando, senza ombra di dubbio. La finestra è tornata limpida, posso affacciarmi e vedere da essa. Una certa brezza, di quelle autunnali, muove gli alberi nel paesaggio intorno, capelli che scuotono da destra a sinistra in movimento smorzato, poi forzato. Sembra finita da questa finestra un'estate mai incominciata, fatta di sedie e lampade e libri e penne e calcolatrici. Tutto ciò mi provoca un senso di disgusto, come lo provoca ultimamente sapere di fumare troppe sigarette, di aver lasciato troppi spazi vuoti, di aver spiato la mia piccola, rendendola insicura ed in un certo qual modo insolente negli sguardi.

L'ultima traccia del disco lascia sospirare una voce, melodica, drammatica, mi lascia intendere che forse certe conclusioni vanno ricercate nel più profondo e intimo spazio dell'animo. L'uomo è il più insicuro degli animali, il più frenetico, il più idiota, il più accondiscendete. Lascio uno spiraglio da quella finestra, sperando che qualche goccia bagni le mie mani.


categoria : parole, visioni, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 06:02
venerdì, 04 agosto 2006

non ho sonno, di Dario Argento, mai visto...

A scuola, da piccolo, si proposero di insegnare a me, ancor cullato da giochi e abbracci familiari distaccati e sogni alcuni ancor oggi indimenticati, doti o usanze comuni quali la disciplina, l'uso proprio della parola, la differenza tra linguaggio formale ed informale. La prima, lo ricordo bene, non fu quel che si dice un successone per me ed i miei, ben due, 7 in condotta nei primi anni e semestri di liceo (per così dire, in realtà un istituto tecnico!); le violenze delle elementari portarono strascichi, evidentemente, fin lì.

Ricordo di aver imparato bene la differenza tra formale ed informale, -ciao- e -buonasera- e  -buongiorno-, anche se sempre più frequentemente, adirato dal non sapere se fossero o no passate le 12 del mezzogiorno o semplicemente erroneamente confusionario il più delle volte,  al telefono in particolare, mi si presentavano inconvenienti spesso imbarazzanti che brevemente mi accorsi potei risolvere con un delizioso "salve"; finiva lì.

Destato dalla nuova scoperta.

Non so nulla di filosofia. Al tecnico non viene appresa. Mi nutro di esperienza in tal senso, e reputo ciò estremamente affascinante.

Saprete di Platone? L'avrete visto quel film? La mela eccetera. Si.

La seconda mezza mela deve, una volta avvicinata, intaccarsi, senza alcuno sforzo, quasi autonomamente, per volere oserei divino, in ogni caso sfuggente all'ingegno. Ognuno ha serrature e mazzi di chiavi quà e là, bisogna operare delle scelte, in questo smanioso giochino crudele, ineccepibili. 

(Questo è lo scopo?) Deve essere, deve esserci, non per forza simile all'altra metà in apparenza. L'apparenza inganna, a proposito di insegnamenti, scolastici, familiari. Un senso di sazietà riempirebbe il mio muscoloso cuore pulsante, in preda immediatamente ad un frenetico vociare. Sarebbe senz'altro così, forse non immediatamente, quando ogni lacrima avrà storia a sè, cristallinemente in picchiata lungo il viso. Oggi non ho provato "quasi" nulla in tal senso.


categoria : parole, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 12:41
giovedì, 03 agosto 2006

Oggi mi si addice una "blues explosion" per iniziare a correre, come giornalmente si fa, senza voltarsi, senza lasciare spazio al rimorso. Anche oggi mi accorgo che da tempo invidio al resto della compagnia il loro agiarsi nella solitudine, a rincorrere pensieri su pensieri in istanti fievolmente tirati su liberamente. Tutto questo mi riesce difficile, a meno di aiuti "esterni", il più delle volte non mi trattengo, sento il telefono chiamarmi, monoculo vertebrato senza cervello ma denso di spine, sento le pareti vibrare, mettermi paura, gli animali di casa incazzati, per non averli voluti ascoltare al loro risveglio. Una forza irrefrenabile mi spinge a cercare bisognosamente un valido "nick-nome" tra la rubrica, adesso che ho larghi spazi vuoti da dedicarti e non posso perchè hai proteso le braccia dalle spalle tue al mio petto, gesto di repulsione, ma forzata, ed io, una luna, impotente.

Oggi ho bisogno di una "blues explosion" per scacciare via pensieri mistici e misticismi ritorcenti, correre a fare forza al mio genio, in qualche modo, so di averne uno almeno.


categoria : parole, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 22:29
lunedì, 31 luglio 2006

Il concerto degli Afterhours costa 10 euro.


categoria : on the road, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 20:24
domenica, 30 luglio 2006

Dopo viaggiare e godersi un bel concerto ROCK, verrebbe voglia di prenderci gusto: ieri MARTA SUI TUBI a Piana degli Albanesi, fenomenali!

Ecco altre date da studiare:

Stasera serata finale del Summertime Blues Festival 2006 XIII Edizione, Alcamo (TP), ho saputo dell'evento solo oggi pomeriggio fermo ad un incrocio.

10 - 11 - 12 - 13 Agosto: YPSIGROCK 2006 X edizione

 Photobucket - Video and Image Hosting

Notare i nostri cari MARLOWE ( vicino alla finestra...) e la partecipazione straordinaria a priori di JON SPENCER ( anche se da quanto si evince senza Blues Explosion...ehhh che sarà mai, un grandissimo, uno figo).

Pausa prove e partenza in data 23 Agosto per Palermo in direzione Napoli con la TRANSOCEANICA (e a basso costo) SNAV, alla volta di Casarano, provincia di Lecce...ci attende un bel trio per questo indie-rock festival(24 Agosto): Hic niger est, Super Elastic Bubble Plastic e Santo Niente.

Ritorno in provincia pronti per il PACECO ROCK LIVE (26 - 27 Agosto) GRANDE manifestazione che attendiamo ogni anno, che vede RAN partecipare con un bagaglio (bagagliaio molto vasto) di cover.

BUONE VACANZE ANCHE A VOI TUTTI


categoria : on the road, claudio, ran
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scrive jeffreylpierce alle ore 17:10
giovedì, 20 luglio 2006

Mi svegliai, un giorno. Un urlo, sbalorditivo per le mie quindicenni orecchie, fino ad allora immerse in fondo a quel mare denso e grigiastro chiamato pubblicità, discoteca, oggi in una parola sarebbe "Lucignolo".

“C-C-C-P”

Mi svegliai.

Conobbi i Marlene Kuntz prima, giorni prima di loro ero in camera mia, playstation e musica da radio. Non conoscevo tanto, non conoscevo nulla al di fuori del mondo comune.
Conobbi il mio vicino di casa, manìe punk, magliettina bianco sbiadito con scritta RANCID in rosso acceso ed un disegno da pennarello nero, non ricordo tanto cosa disegnasse quel pennarello. Mi fece fumare una delle sue care “sigarette di hashish” ed accese lo stereo, me li presentò, pure, <<Chi sono questi?>>, <<CCCP!>>, e la sua testa che andava giù e su, giù e su, il mio sorriso per ciò che ancora non riuscivo a comprendere, ancora non conoscevo niente.
Conobbi Marlene, allora tornai da lui, mesi dopo, <<Com’è che si chiamava quel gruppo? Ti ricordi?>>, <<I CCCP?>> fece lui, <<Proprio loro! Allora, me lo fai un cd?>>. Il giorno dopo ebbi quel cd “CCCP FEDELI ALLA LINEA - 1964-1985 Affinità-Divergenze fra il compagno Togliatti e noi (del conseguimento della maggiore età)”, il giorno dopo e il seguente ed il successivo, chiuso in casa, attanagliato dalle liriche feroci, gli spot lanciati, le voci a campana, le parole a memoria, nel giro di poco.
Punk filosovietico, punk, il mio primo punk, neanche i Nirvana reggevano il confronto. Perverso il mio stato d’essere e degli amici, che mi etichettavano accostando il mio nome a quella sigla.
È durata per un po’ l’estate dei jeans strappati al microfono, del Fender 25R con wah integrato, della “LORELLA” tastierina per basi di basso e batteria in loop, e le urla a squarciagola:
<<MIIIII-AAAAA-MIIIII?>>>.
Ascoltare Canzoni come Curami, Trafitto, Io sto bene, Emilia paranoica, evocano ricordi mai sbiaditi, il fiore degli anni miei e dei miei due compagni di avventure, fedeli alla linea lo siamo anche noi e lo saremo fino in fondo con un po’ di impegno, come siamo sempre stati in questi ultimi 5-6 anni di musica, vicissitudini, sventure, riflessioni molto fuori dal punk, che unisce e ci accompagna ed accende barlumi di gioia ed estasi. A presto.


categoria : parole, ascolti, claudio, ran
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scrive jeffreylpierce alle ore 02:16
martedì, 11 luglio 2006

Beh...oggi!

Oggi una giornata particolare...questa canzone mi ha fatto compagnia per l'intera giornata, anche in "loop", gergo affine alle intenzioni...avrei la voglia di conoscerli questi, non proprio a fondo, quanto basta...come una canzone...magari un album.

...questa è una vera chicca!!!

"Sultans Of Swing - Dire Straits"


categoria : visioni, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 03:18
lunedì, 10 luglio 2006

Riflessivi, rifrattivi, incidenti.

categoria : parole, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 10:51
venerdì, 07 luglio 2006

Shadow of a Doubt

Met a stranger on a train
he bumped right into me
I swear I didn't mean it
I swear it wasn't meant to be
must a been a dream
from a thousand years ago
I swear I didn't mean it
I swear it wasn't meant to be
from the bottom of my heart
he was looking all over me
together everafter
he said
"You take me & I'll be you"
"You kill him & I'll kill her"
kiss me
I swear it wasn't meant to be
I swear I didn't mean it
kiss me
kiss me in the shadow of
kiss me in the shadow of a doubt
kiss me
kiss me in the shadow
kiss me in the shadow of a doubt
it's just a dream
it's just a dream i had
nononoooooh
swear it's just a dream
just a dream
dream i've had
no
no
no
no
take me to it
take me to her
maybe
maybe it's just a dream
it's a dream
it's just a
just a
no
met a stranger on a train
bumped right into me
swear i didn't mean it
swear it wasn't meant to be
must've been a dream
from a thousand years ago
kiss me
kiss me in the shadow of a doubt
kiss me

...nebbia intensa, l'ombra del dubbio, anime trasognanti, fantasmi girovaghi vagano tra boschi in cerca di qualcuno da poter finalmente spaventare, e trovano sorpresa in una protagonista inattesa, affascinata e bestemmiatrice, il ricordo di un bacio sfuma, come punge una bolla di paradiso....


categoria : visioni, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 14:43
sabato, 01 luglio 2006

LOOSE FUR - BORN AGAIN IN THE USA (2006)

Interessante, molte, questo progetto artistico, devo dire con grande stima, indipendente.

I Loose Fur sono Jeff Tweedy, voce e chitarra dei Wilco, uno dei gruppi più stimati ed in forma sulla scena americana (non ne ho ancora afferrato il genio però, mi servono tempo e stimoli), Glenn Kotche, batteria degli stessi Wilco nonchè varie collaborazioni ed album solisti, uno sperimentatore dello strumento; ultimo, in ordine di presentazione, Jim O'Rourke, chitarra voce pianoforte arrangiamenti, uno che non ha bisogno di presentazioni, stimato tra i musicisti più all'avanguardia negli anni novanta, reso partecipe degli ultimi lavori discografici dei Sonic Youth, partendo dall'espressivo  N.Y.C.Ghost and flowers fino allo splendido Sonic nurse.

Il disco non offre punti di riferimento, una nave che a volte sembra sprofondare ma viene raccolta presa per mano dal buon genio che accompagna i musicisti, svolte mai scontate, mai superficiali, efficaci. "hey chicken" è il brano di apertura, chitarre elettrificate batteria solida rock'n'roll strade che nessuno mai prenderebbe ma con una meta ben precisa. La gentile "the ruling class" ed il suo fischiettare, la spenzieratezza e la libertà dell'uomo dalla costrizione perfida della quotidianeità. Splendono barluccicano le chitarre di "apostolic" graffiano mordono scavano in profondità; avvolgente travolgente incondiziontata stupisce la batteria o meglio la percussione di Kotche che rimane impressa nella mente con lieve difficoltà. Molto seventies "stupid is a sun" stacchi progressioni e voci incondizionate. Dita sfiorano strati alti di atmosfera in "an ecumenical matter", strumentale, gemma del disco...

Grande novità per le orecchie e stimolo a far meglio, dagli arrangiamenti curati, probabilmente il progetto insiste proprio su di essi e sulla libertà volontà espressiva di grandi artisti del nostro tempo...un bel modello davvero.

                                                                                voto          1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


categoria : recensioni, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 02:04
sabato, 01 luglio 2006

...senza controlV...

...pantalica...(pantalica)...pantalica...(pantalica)...pantalica...(pantalica)...pantalica...(pantalica)...pantalica...pantalica...(pantalica)...(pantalica)...pantalica...pantalica...pantalica...(pantalica)...pantalica...(pantalica)...(pantalica)...(pantalica)...(pantalica)...pantalica...pantalica...pantalica...pantalica...(pantalica)...pantalica...(pantalica)...89...90...91...92...(pantalica)...pantalica...pantalica...
gerarchie...binomi...pantalica...essenze...(pantalica)...pantalica...pantalica...pantalica...(pantalica)...Giunone...pantalica...mariti...martiri...focolai...pseudonimo...riflesso...
...lieve...candore.
...
..ispide...(cuspide)...vortice...aureola...vicissitudini...(pantalica)...pantalica...
...pantalica...____...----:,;;;°ç§]€-àòù+++é**"|||!

 

 

 

 


categoria : visioni, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 19:06
mercoledì, 28 giugno 2006

Per chi avesse orecchie...vorrei fare un briciolo di pubblicità al disco dei Santo Niente...giuro che non ci sono loschi affari dietro e non gestisco lobby discografiche...solo spirito di partito!!!

1)Luna viola
2)Spirtuale
3)Prima della caduta
4)Nuove cicatrici
5)Facce di nylon
6)Occhiali scuri al mattino
7)Candele
8)Le superscimmie
9)Santuario
10)L'attesa
11)Aloha

Dall'album "Il fiore dell'Agave" (le traccie sono prese dal sito ufficiale)


Spero che nessuno me ne voglia e che a qualcuno possa far piacere, ai Santo Niente che non conosco e saluto!


categoria : ascolti, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 11:35
martedì, 27 giugno 2006

Television - Marquee moon (1977)

1977. Mentre Londra viene pervasa dalla rivoluzione punk con l'uscita di NEVER MIND THE BOLLOCKS, mitico ed unico vero disco dei Sex Pistols, cui si riconosce il grande merito di aver cambiato le intenzioni a discapito della tecnica ed a favore della grande ENERGIA, nello stesso anno New York apre le sue radici culturali alla "new wave". Artefici di questo nascituro movimento (parallelo al punk, almeno per un breve periodo) i primi concerti ed i primi album (tra i tanti) di Ramones, Talkin Heads e , appunto, Television.

Marquee Moon è un album travolgente, che non rinuncia alla tecnica ma soprattutto non risparmia energia!

Nasce un nuovo mito esemplare e tra i più eclettici mai visti sulla scena, il quale nulla può invidiare ai cosiddetti "mostri sacri" della chitarra. Tom Verlaine, appunto, poeta maledetto della chitarra, si insinua tra di essi con un suo stile unico e rivoluzionario. La sua chitarra assume più volte la forma di cigno bisognoso di esprimere disperazione e che non smette mai di farlo come per inerzia, per bisogno fisiologico, come nei suoni del primo albeggiare. Verlaine canta e suona e suona sempre!

Grande caratteristica che sento di evidenziare è il forte legame tra strutture ritmiche e melodiche. I Television giocano a rincorrersi quasi in ogni pezzo dell'album, poi si stringono in abbraccio e travolgono tutto ciò che viene attraversato dalle loro frequenze, in un tiraemolla che lascia spazio a lampi geniali personali da parte di ogni elemento della band ed inaspettatamente a sinuosissimi interventi all'unisono, chiarificatori di idee.

L'album apre con "Evil" (IVOOOOOOL), pezzo carico di rabbia, irriverenza e alienazione, dove si intercetta l'influenza dei Ramones ed il forte legame del blues e del funk americano, ma che lascia un forte senso di novità impercettibile, e riparte alla grande con "Venus" dove la chitarra di Verlaine comincia ed espiarsi dalla matrice blues e suona in tutto il pezzo fraseggi romantici e melanconici. "Friction" è un funky-blues "alla Television"...Verlane urla dalla chitarra, che vuole evadere dalla sua struttura rigida legnosa metallica. Segue "Marquee Moon" che dà il titolo al disco e che ne è indiscusso capolavoro, un intreccio strumentale da far venire i brividi e sorridere, cercando di seguirlo, seguito da esplosioni di accordi da salotto anni '40, una voce travolgente ( I REMEMBEEER!!!!), 10 ed oltre minuti di follia centrati da un'improvvisazione con basso immobile nella sua struttura accompagnato da rudimenti "attempati" di batteria che fanno tappeto ad orgasmici assoli di chitarra dal suono cristallizzato e che culmina con l'evasione TOTALE della chitarra dalle sue statiche vicissitudini passate, cigno straziato che avrebbe bisogno di riposare in pace.

"Elevation" apre la seconda metà del disco strizzando l'occhio a "Californication" dei RHCP con ben ventanni di anticipo ed un ritornello da bocche aperte.

"Guildin Light" è una piacevole ballata, che un pò si estranea dai pezzi che lo precedono, con arpeggi gocciolati e tastiere ad alta frequenza, mentre "Prove It" saltella tra armonie dolci avvogenti e stacchi risuonanti nei ritornelli e fraseggi sempre più folgorati e folgoranti. Chiude una epica "Torn Cutain" ultima meraviglia dell'album che lascia ancora spazio a sperimentazioni chitarristiche oggi probabilmente inconcepibili.

Uno di quei dischi da appenderne in un quadretto la copertina e lasciarne il plasticoso cuore di policarbonato inserito ed incollato nel lettore cd di casa.

                                                                               voto   1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


categoria : recensioni, claudio
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scrive jeffreylpierce alle ore 14:40
sabato, 24 giugno 2006

una storia romantica...

Una volta mi piacevano i tralicci, ne ero affascinato...una mattina un professore mi stupì con un'affermazione scientifica circa la conduzione di corrente...beh, egli disse con molta sicurezza che se mi fossi appeso su un traliccio ad alta tensione non mi sarei fatto nulla, non sarei stato attraversato dalla forte corrente che circola fra essi, così come gli uccelli, che passano i loro pomeriggi appesi mentre noi li osserviamo dalle nostre automobili.

Così feci. Giorni dopo, mi appesi...

...imponente la vista da lassù, pensai ai papaveri e le formiche. Stando appesi non veniva proprio voglia di scendere, non c'era alcun bisogno. Gli uccelli mi si erano fatti amici, io però badavo a non dare troppa confidenza così da starmene a debita distanza. Non sono un tipo troppo socievole con gli estranei.Calò il sole e dopo lui sparve la luna e si riaccese di azzurro il cielo e fu così per due volte.

Gli uccelli cantavano, io non sentivo più nulla, riuscivo però a notare le loro bocche muoversi, mentre io non sentivo nulla, di nulla. Cominciai a pensare...volevo scendere. Il sole calò nuovamente, non riuscivo a muovermi. Pensai di chiedere aiuto ai volatili miei amici, dovevo cantare come facevano loro...chissà da dove arrivavano quegli uccelli e cosa gli sarebbe piaciuto ascoltare.

Cercai di scrutare il loro atteggiamento in modo da carpire i loro possibili gusti...gli avrebbe aggradato di più musica americana?anglosassone?tedesca?italiana?

 NO.

La timidezza non lasciò spazio ai miei strazì, decisi subito di non cantare, così come decido da subito di non scambiare due chiacchiere quando una bella ragazza mi si fa vicino e chiede di poter accendere...le forze mi abbandonarono disgustate anche loro dal mio essere e cadetti al suolo...dieci e quindici ed anche venti metri di caduta libera

"...e poi il buio, neanche un graffio di luna nel cielo".


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commenti (3)

scrive jeffreylpierce alle ore 13:55
mercoledì, 21 giugno 2006

 

slow hand

Da sinistra a destra...dall'alto in basso!!!

categoria : visioni, claudio
commenti (2)

scrive jeffreylpierce alle ore 17:46
giovedì, 15 giugno 2006

A voi.

Reduce dall'aver mandato l'anima al diavolo. Sembra aver voluto decidere lui stesso la punizione, per me.

Far altro da subito osservare studiare l'evoluzione dei fenomeni. Capirci qualcosa è lecito, viste le condizioni sotto le quali il tempo mi concede a volte espressioni di assoluta calma e serenità. Il panico non è padrone di me per fortuna e per mia grazia, ma a volte mi sottometto a scompensamenti. Da un paio di giornate. E anche prima.

Non dovrei essere qui adesso, ma una voce amica e terribilmente lontana mi ha risuonato tutta la notte, non un quattro-quarti, turbando il mio risveglio e il resto del tempo antecedente ad ora. Ho armato la valigia senza dir nulla, ho cose da fare, e dinanzi alla porta ho fatto piano per non urtare le curiosità. Mi sarei sentito terribilmente distaccato e stranito, non è mio fare, ma ultimamente riconosco poche cose di me che io ricordi e soprattutto non conosco il resto...un esilio il mio, un esilio.

"...Mi sembra di sparire
di diventare immateriale
ma guardandomi intorno
penso che non è un male..."


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