MARLENE KUNTZ - TEATRO CIAK - Milano lunedì 10 marzo 2008
IO suppongo sia molto più probabile rivedere in un live show (televisivo o in carne sangue e ossa) quelle belle scarpe bianco\italiane piuttosto che la copia, che sappiamo suonata davvero bene, di una diavoletto mentre viene costretta sul cabinet di una testata a valvole. Questo è primissimo sentore di ciò che appare quando, intorno alle 9 di sera, si dissolve la nebbia nella sala del teatro quasi risucchiata dall'ansia della gente accorsa numerosa e dall'animarsi sincrono delle tende che velavano la scena; si fa strada nell'inquadratura una sagoma che è quella perfettamente smilza di Cristiano Godano. La novità credo sia rappresentata dall'assenza di esagitazione...La sorpresa sta nel profilarsi di una chitarra acustica stretta come un figlio fra le braccia e lo snodarsi serpentesco delle due figure intorno ad uno sgabello; neppure il più microsoundcheck da palco disturba le pose dei musicisti che poco a poco mi \ ci vengono presentati da una voce che introce già da qualche minuto un tratto de la vera vita di sebastian knight: gli altri sono
Luca Saporidi contra\basso\elettrico/cori
Riccardo Tesio chitarre elettriche
Luca Bergia batteria\cori
David Arneodo piano\violino/cori
E' stato d'animo questo rinsaldare di accordi acustici il ritmo e l'ipnosi di UNO dei più bei pezzi di UNO il loro nuovo album, che a me, in definitiva, non è piaciuto. Ciclicamente si ha la sensazione di restare invischiati in storie ancora morbose come ai tempi del bellissimo Ho ucciso paranoia, ma via via che scorrono musa, fantasmi, 111, canzone ecologica, negli abissi fra i palpiti, ... , uno si ode netto lo stridere con(tro) le vecchie (s)composizioni delle nuove. E così che finiscono col violentare pezzi come ineluttabile, l'esangue deborah, noutando nell'aria che, neanche troppo tempo fa, fecero e fanno palpitare. Molto più tollerabili al nuovo i pezzi degli utlimi 7 (sette) [seven] album: estratti da Che cosa vedi, Serrande alzate stupendamente eseguita pensando al figlioletto di Cristiano, La canzone che scrivo per te, tutta in italiano passando per Notte, e un'intima Schiele, lei, me da Senza peso, continuando ad inoltrarsi sempre in questa troposfera di narrativa romantica d'autore in Amen e Bellezza da Bianco Sporco approdando poi nelle più recenti ideazioni delle cover di una vorticosa Impressioni di settembre della PFM e della preziosa Siberia dei Diaframma. Cristiano, Riccardo e Luca sanno bene che i loro ultimi quindici anni di vita hanno prodotto una parabola unica nella storia del rock in questo paese e, nel frattempo, certi di aver fatto davvero piacere alle centinaia di persone presenti al Ciak - fabbrica del vapore di Milano, salutano calorosamente la gente che li applaude in piedi dopo la terza uscita dei 5 musicisti e più di due ore di gustoso concerto.



torino 5/7/7 spazio 211
da sinistra a destra...sonic youth, claudio collica, claudio papa, alessandro anzelmo, claudio masaraccchia
(un abbraccio ad elena)
Sono già nel mondo dei sogni..
Per l'esattezza mi trovo ad una di quelle feste americane, nel giardino di una grande abitazione colma di tegole, punch, palloncini, invitati e tacchino anch'esso. Noi ospiti dell'evento odierno siamo tutti dritti in piedi, sognanti, con lo sguardo rivolto al palco in cui i Fugazi stanno suonando Life and Limb. Ogni singolo spillo d'erba in quel giardino dondola a tempo e batte le mani. Il sole, sorridendo con intriganti occhiali scuri ci punta il suo pollicione. E' lì che vorrei trovarmi;
con i pantaloni a sigaretta e i capelli strani ad urlare osservando il palco vibrare di decibel sani.. una scarica sonora assordante ma che non scorderei per il resto dei miei giorni. I potenti feedback sono liberi di sovrapporsi e amoreggiare nel vivaio, tra gli invitati che non si trovano vicino al palco..
che ubriachi fradici guardano il sole stupiti della sua dimensione contenuta..
Questa è l' America ----------> http://www.youtube.com/watch?v=lsyxr_-prp8
Jolene - The White Stripes
Jolene jolene jolene jolene
I'm begging of you, please don't take my man
jolene jolene jolene jolene
please don't take him even though you can
your beauty is beyond compare
with flaming locks of auburn hair
with ivory skin
and eyes of emerald green
your smile is like a breath of spring
your voice is soft like summer rain
I cannot compete with you jolene
and he talks about you in his sleep
and there is nothing I can do to keep
from crying when he calls your name, jolene
jolene jolene jolene jolene
I'm begging of you please don't take my man
jolene jolene jolene jolene
please don't take him even though you can
well I can easily understand
how you can easily take my man
but you don't know what he means to me jolene
well you could have your choice of men
but I could never love again
he's the only one for me jolene
and I had to had to have this talk with you
my happiness depends on you
and whatever you decide to do jolene
jolene jolene jolene jolene
I'm begging of you please don't take my man
jolene jolene jolene jolene
please don't take him even though you can
Ci risiamo...
RAN partecipa per la seconda edizione consecutiva al concorso Arezzo Wave Band.
Le prime selezioni sono state superate..ORA SI SUONA!
L'appuntamento è a Palermo, teatro c.c.p. Agricantus, giovedì 8 Febbraio alle 21.30, per chi casualmente potrebbe visitare questa pagina mi sento in obbligo di doverlo informare.
Freak scene Dinosaur jr
Seen enough to eye you
But i've seen to much to try you
It's always weirdness while you
Dig it much too much to fry you
The weirdness flows between us
Anyone can tell to see us
Freak scene just can't believe us
Why can't it just be cool and free us?
Seen enough to eye you
But i've seen to much to try you
It's always weirdness while you
Dig it much too much to fry you
The weirdness flows between us
Anyone can tell to see us
Freak scene just can't believe us
Why can't it just be cool and leave us?
It's so fucked i can't believe it
If there's a way i wish we'd see it
How could it work just can't conceive it
Oh what a mess it's just to leave it
Sometimes i don't thrill you
Sometimes i think i'll kill you
Just don't let me fuck up will you
'cause when i need a friend it's still you
What a mess
Ottobre 26, 2006.
Di ritorno per Bologna. Ho passato la notte fuori città e stamattina la sveglia ha tuonato presto, quasi da non accorgermi di essere stato addormentato. La notte è passata guardando ad occhi chiusi, perché tenendoli aperti brancolavo nel buio più tetro e chiudendoli lasciavo entrare fantasmi storpi tra le visioni che mi si susseguivano veloci.
Mi lasciano alla stazione di Casalecchio, dove aspetto il mio treno per la stazione e dove scambio il saluto con un caro amico. Dormendo nello stesso letto quando non capitava da tempo ha aperto larghi spazi ai ricordi, un’amicizia legata prima che da noi dai nostri padri, ora quanto mai distanti ma consapevoli di averne lasciato ben colti i frutti.
Un’abbondante ora passata ascoltando al sole, ancora freddo all’orizzonte, tra Shellac - At acion park , Sonic Youth - Sister e Thin white rope - Moonhead. Dalla stazione alle molinette, passando per “la montagliola”, dritto fino in via Zamboni e dritto ancora, passata piazza verdi, verso casa. Non è stato difficile trovare la strada, la più breve forse. Qui sono già stato e dopo vari giri di ripasso comincio ad orientarmi.
Le vie del centro, in questi giorni di mia presenza, sono ad ogni angolo occupate da musicisti “amplificati” che offrono i loro spettacoli e promuovono i loro dischi. Ne ho potuto osservare di tutti i tipi, dai plastificati gruppi cover Hard Rock anni ’70 – ’80, alle svariate formazioni tradizional-popolari ed ai percussionisti di strada che lanciavano bottigliette di sabbia verso la cerchia di persone divertite ed accorte che erano ad assisterli. Non mancano personaggi irriverenti come Peter California, strimpellatore dall’abbigliamento Country-Western con al seguito piccoli, molto piccoli, amplificatori a transistor per voce/armonica e chitarra, piazzati davanti a lui e la sua auto, un quadretto allegato al suo fianco che lo ritraeva di sbieco in un paesaggio desertico sabbia e rossastro. Una serata con soli due accordi ed un repertorio vastissimo: da “tu vo’ fa’ l’americano” a “lo sai che i papaveri…” passando per “O sole mio” e “c’era un ragazzo”…che proprio gli stessi due accordi non avevano ma che fatte da Peter, che le accompagnava con una buona dose di vino, avevano motivo di essere seguite.
Ognuno raccoglieva a sé una buona fetta di pubblico deciso a seguire lo spettacolo più interessante per occhi e orecchie sue.
Pietrificato da tanta bontà.
Ran! 26/08/06 Paceco Rock Live
Emozione ma non come paura.. un sorriso piuttosto. Ieri i nostri suoni sono usciti allo scoperto; il puzzo della sala prove ormai sembrava comprimerci. Ogni tanto un live bisogna pur farlo. L'esito è stato un "tutto bene", chi più chi meno, a causa dei triti e ritriti problemi di regia sonora sul palco. ( meglio noti come st'intrighintrighi ) tutto bene naturalmente eccetto la presentazione del gruppo fatta da quei due per darci il tempo di sistemarci sul palco.. davvero drammatico questo momento; fortuna che il pubblico era modesto viceversa avremmo potuto prendere in mano le nostre facce ed in seguito gettarle al suolo. pensateci.. come vi sentireste se qualcuno che non vi conosce per nulla parlasse di voi su un palco di fronte ad un pubblico con le orecchie tese? (Dicendo molte scemenze peraltro) va beh.. superato anche questo. Ahimè, trambusto per nulla amici, abbiamo fatto solo delle cover. I nostri pezzi sono inesorabilmente in lavorazione..speriamo che almeno il prolungato ritardo nella loro uscita sia compensato da un buon risultato finale, originale e travolgente.
Un saluto ai giusti.
CASTELBUONO (PA) 12/08/06
L'esplosione di blues più mastodontica, raffinata e duratura.. Mr. John Spencer con la sua ciurma ha allietato le mie povere orecchie traumatizzate sui 4000 Hz. Un concerto emozionante dove nulla è stato lasciato al caso: le dinamiche avevano qualcosa di magico.. la loro coordinazione era sconcertante.. ma che grandi bluesmen! allo stesso modo era incantevole il luogo in cui si è tenuta la manifestazione.

E' stato più o meno così: ci trovavamo alle radici del castello, ran-nicchiati su alcune pietre quando salgono sul palco due figure magre e sghembe.. qualche parola. qualche plettrata. partono.. da quell'istante per i nostri animi stanchi la più gradita simbiosi di eleganza sbilenca e impertinenza.. Due piacevolissime ore senza parole passate a sbirciare tutte le loro mosse e lo strano uomo lontano dal palco che toccava davvero di tutto..mixer, luci, astronavi.. TUTTO
(mah
)

Mattina. Aspetto il risveglio della combriccola perdendo quasi le mie squame. Mi trovo sul terrazzo della casa e sono sporco ad opera di un tavolo abbandonato che dimostra alle mie braccia il suo odio profondo tingendole di particelle minuscole simili alla sabbia di colorito cinereo. L'atmosfera è apparentemente ferma ma in realtà nulla sta fermo.. bisogna imparare a capire, ad analizzare le cose più stupide per allontanarsi dalla stessa banalità e dall'atteggiamento blasè che il 99% delle masse ha imparato per consuetudine ad adottare, Spio ogni segno di vita: il sacchetto che danza, il vento che mi accarezza e fa danzare le mollette sul filo del rasoio. Cotanta vita dinamica eppure è accompagnata da improvvisa angoscia: ci penso guardando un piccolo tavolo che ha una gamba storta ma parecchio che con una carezza di fiato puoi spazzare via; non molto dissimile dal vedere un bambino storpio. Dalla semplicità si possono tirar fuori molte altre cose.. Per questo stimo sempre di più Umberto Palazzo, magnetico e diretto. SEMPLICE e incisivo.
In più ieri abbiamo visto il sommo poeta recitare le sue nuove quattro merdate:
“c’è qualcosa dentro di me che è sbagliato e che non ha limiti.
E c’è qualcosa dentro di te che è sbagliato e ci rende simili”..MAH..
Riflettete tutti.. e aiutatemi a capire.
Dopo viaggiare e godersi un bel concerto ROCK, verrebbe voglia di prenderci gusto: ieri MARTA SUI TUBI a Piana degli Albanesi, fenomenali!
Ecco altre date da studiare:
Stasera serata finale del Summertime Blues Festival 2006 XIII Edizione, Alcamo (TP), ho saputo dell'evento solo oggi pomeriggio fermo ad un incrocio.
10 - 11 - 12 - 13 Agosto: YPSIGROCK 2006 X edizione
Notare i nostri cari MARLOWE ( vicino alla finestra...) e la partecipazione straordinaria a priori di JON SPENCER ( anche se da quanto si evince senza Blues Explosion...ehhh che sarà mai, un grandissimo, uno figo).
Pausa prove e partenza in data 23 Agosto per Palermo in direzione Napoli con la TRANSOCEANICA (e a basso costo) SNAV, alla volta di Casarano, provincia di Lecce...ci attende un bel trio per questo indie-rock festival(24 Agosto): Hic niger est, Super Elastic Bubble Plastic e Santo Niente.
Ritorno in provincia pronti per il PACECO ROCK LIVE (26 - 27 Agosto) GRANDE manifestazione che attendiamo ogni anno, che vede RAN partecipare con un bagaglio (bagagliaio molto vasto) di cover.
BUONE VACANZE ANCHE A VOI TUTTI